sabato, 21 febbraio 2009

Se avete voglia di un buon film di fantascenza, che poi tanto fantascenza non è, vi consiglio la visione di questa chicca di produzione del carissimo amico Roberto Corradi.

Tutto ciò per superare quei dieci minuti di sconforto nazionale!

postato da: aironedistelle alle ore febbraio 21, 2009 14:13 | Permalink | commenti (5)
categoria:cinema, sorrisi, classici, niente ha più realtà del sogno, te lo dico con
mercoledì, 18 febbraio 2009

Per non perdere l'abitudine alle cose che mi piacciono, vi propongo una carrellata gustosissima nel mondo fotografico di Mario Giacomelli, un artista della vita oltre che dello scatto.

Ultimamente il vaticano mi ha dato segnali sempre meno gradevoli e così mi è venuto spontaneo rifugiarmi qui

Che ne dite?

SE VIVESSI ALMENO UN GIORNO,
SE POTESSI VIVERE,
SE IO VIVO,
NON SAPRÒ MAI SE ERA VERO
CHIUDERÒ GLI OCCHI
E MI VEDRANNO MORIRE,
NON CI SARÀ NÉ PRIMA NÉ DOPO,
LASCERÒ LA MIA PORZIONE
IN UN CHIUSO GIARDINO DI SOGNI
E IN TUTTI I POSTI,
IN TUTTE LE VIE,
STARANNO A RACCONTARE
IL ROVESCIO DELLA MIA VITA
DOVE MUORE LA MORTE

NON SAPRANNO MAI SE ERA VERO.

(mario giacomelli)

domenica, 25 gennaio 2009

 

E’ domenica. Una giornata incredibilmente limpida: cielo azzurro intenso, sole, uccellini in risveglio anticipato sulla primavera.

Sulle piante del terrazzo brilla qualcosa; guardo meglio. Rabbrividisce, si illumina di più, un raggio di sole l’ha scoperta insieme a me.

Sono ancora assonnata: il caffè in cucina borbotta, come Roberto che non trova i suoi sigari.

Sbatto gli occhi, li chiudo, li riapro: è proprio una stella.

Grande e dorata: che siano i nostri sogni che si sono attardati ....mi chiedo.

Quel bimbo avrà pianto, vedendo il suo palloncino volare via, in cerca di libertà da quel filo di cotone e da quella manina che lo teneva lontano dal cielo.

Vorrei ritrovarti piccino e comprartene mille.

Il tuo piccolo sogno fuggito è venuto a portarci un sorriso, facendo di questa domenica  un giorno di festa speciale.

 

 

 

postato da: aironedistelle alle ore gennaio 25, 2009 15:21 | Permalink | commenti (7)
categoria:briciole di cuore, niente ha più realtà del sogno, e poi, detto in un sussurro
giovedì, 22 gennaio 2009

 Di satira se ne fa tanta, forse troppa, tanto che a volte diventa monotona e quasi fastidiosa.

Ma questo video dell'amico Roberto Corradi è assolutamente GRANDIOSO.

Mi piace condividerlo con voi.

Buona visione e tenete vicino un pacchetto di kleenex: piangerete dalle risate, ma intelligenti!

 

postato da: aironedistelle alle ore gennaio 22, 2009 22:07 | Permalink | commenti (17)
categoria:voglia di, niente ha più realtà del sogno
mercoledì, 03 dicembre 2008

Nell'album Milady del 1989 troviamo questa ennesima perla che Roberto ci regala.

Forse sarò sciocca, ma personalmente sono più gratificata da questo tipo di gioielli.

Spesso i nostri compagni, mariti, fidanzati o amanti pensano che per tenere una donna al proprio fianco occorra il denaro....

Spesso invece l'amore è appagato per uno sguardo dolce in un momento triste, una carezza leggera sulla guancia per asciugare una lacrima, una sorriso insieme per un attimo di smarrimento....

per un fiore di campo, una corsa in moto col vento nei capelli, una fuga insieme dagli impegni quotidiani per non farsi rubare il tempo di noi due......

tu che mi leggi, tu che mi guardi, tu che mi ricordi com'ero, tu che mi vedrai diversa ogni volta che penserai a me o che mi incontrerai sul tuo cammino......

non dimenticare mai che la vita è niente senza quello che hai da vivere e che ogni momento che corre davanti a noi è perduto per sempre.

Nota: la canzone "Gli anni" del video è una registrazione dal vivo in teatro.

sabato, 08 novembre 2008

luna 

È notte fonda. Sul cielo di Milano, incredibilmente, svetta una fetta di luna lucidissima. Cristallo puro che si specchia nel ghiaccio, attaccata ad un cielo così terso da ricordare le notti stellate d’Egitto.

Il sonno non viene, eppure sono tremendamente stanca, di una stanchezza immortale. Sì perché chi ha detto che la stanchezza deve per forza essere mortale? Quando non passa mai, è immortale. E la mia, da un po’ di tempo a questa parte, lo è.

La solitudine a volte si fa pesante, insopportabile, ti schiaccia come una pesante lastra di marmo, senza epitaffi: nessuno scrive epitaffi per i vivi.

La mente, bastarda e incontrollabile, nel buio che ti fa apparire le cose come ombre cinesi, sguazza nei suoi ricordi. E tu la lasci andare, perché vorresti dormire, lasci che il torpore ti avvolga e lei, perfida codarda, aspetta solo questo.

Incominciano i film. Trame note, a volte dimenticate, superate, sorpassate, surclassate dalla vita del poi. Trame inconcluse, campate nel vuoto, con un finale che non ti è mai piaciuto, che avresti voluto migliore.

E in questi ricordi vorresti poter intervenire, modificare, riscrivere il copione, dandogli un finale tuo, per non soffrire, per non essere più sola.

Ci sei anche tu in questo copione incompiuto, e ora più che mai la nostalgia si fa acuta.

Se mai ci incontreremo ancora ti porterò il mio libro, è finito da tempo.

Un lungo capitolo è tuo, ed il finale l’avrei voluto diverso.

Ecco che scatta il meccanismo perverso del ricordo che diventa o meglio vuole diventare realtà compiuta.

Basterebbe solo avere il coraggio di fermarsi un attimo, avere il coraggio di dirsì “sì, l’ho sempre saputo, anch’io avrei voluto un finale diverso”. E questo coraggio l’ho trovato io questa notte di pesca d’altura, dove i ricordi abboccano copiosi e si gettano sulla plancia di questa barca un po’ sgangherata che sta diventando la mia vita. Trascinata con i denti stretti per non far uscire il sibilo del dolore nel vedere una vita che si sgretola, una famiglia che si distrugge, inevitabilmente ed impietosamente corrosa dal tempo.

Alcuni li rigetto in mare: sono ricordi che imputridiscono subito, appena li guardi, appena li sfiori con la malinconia. Non meritano un sorriso, non meritano una lacrima. E allora via, liberare il ponte di comando. Fare spazio a pesci migliori, argentei come questa luna di fine settembre, prede che non muoiono mai, non si decompongono, rimangono intatte nella loro dolce consistenza, così tanto che ti sembra quasi di toccarle.

La vita in fondo non regala mai nulla, ma alla fine – quando proprio capisce che non può portarti via quasi più nulla se non la vita stessa, e quindi annientarsi da sola – fa un passo indietro. Uno solo. È importante occupare subito lo spazio lasciato, impossessarsi dell’aria nuova che circola lì intorno. Nuova ma non sconosciuta. Perché è aria di rinascita.

È il nostro caso in fondo. Due vite parallele si incontrano per caso un giorno di luglio: lui è già grande, lei ragazzina, ma l’ esistenza non la sorprende sprovveduta. Poi i binari paralleli divergono. Devono divergere. Ognuno ha già costruito, ognuno ha dei doveri, i diritti se li prendono ogni tanto, rubandoli alla routine, alla quotidianità. Rubano attimi preziosi di vacanza, scivolano sorrisi tra le dita intrecciate nella tasca del cappotto, volano piccoli brividi nel buio dell’auto. Ogni tanto una fuga vera, rapida ed intensa, che lascia la bocca dolce per sopravvivere alla noia. Regalano linfa viva.

Il tempo passa, nessuno fa un passo, per timore di essere ridicolo, rifiutato, per timore di perdere quanto ha costruito.

La vita scorre, crea, distrugge….. fa soffrire duramente.

Le due esistenze sopravvivono faticosamente al dolore: il prezzo pagato per qualche attimo di pura felicità è altissimo. Entrambi sono soli. Ma non si è soli se qualcuno ci ha lasciato. Si è soli se nessuno è mai passato accanto a noi. Se nessuno ha lasciato la sua orma nel nostro giardino. E anche le orme coperte dalla polvere del tempo, dall’acqua e dal vento si ritrovano quando l’onda le accarezza in una lunghissima notte di luna.

In fondo questa fiaba potrebbe anche avere un finale da ricordare per sempre sorridendo, anche quando il sorriso non conterà più, anche quando qualcuno se ne andrà, anche quando qualcuno ancora soffrirà.

Potrebbe essere un finale tutto nostro: basta solo che tu mi dica “ti aspetto” e potrebbe davvero concludersi dolcemente questa lunga, lunghissima storia fatta di piccole tenere complicità, ma di grandi sentimenti.

Un abbraccio, un po’ complice come sempre!

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postato da: aironedistelle alle ore novembre 08, 2008 00:29 | Permalink | commenti (7)
categoria:niente ha più realtà del sogno
domenica, 02 novembre 2008

Berlusconi in groppa al suo cavallo Pier Furia sta aspettando il  
verde per attraversare la strada, quando una bambina su una bicicletta nuova  di zecca si ferma accanto a lui.


'Bella bici - dice il premier - te l'ha portata Babbo Natale?'

''Certo che me l'ha regalata lui'  risponde la  bimba.

 Dopo aver scrutato la bicicletta, il presidente del consiglio   consegna nella mani della piccina una multa da 5 euro..

 'La prossima volta - le dice - dì a Babbo Natale
di mettere sulla   bicicletta una luce posteriore'.

 La bambina, per nulla intimorita, lo guarda e gli dice:

 'Bel cavallo, signore. Gliel'ha portato  Babbo Natale?'

 ''Certo che me lo ha portato lui'  risponde Silvio con aria  stupita e divertita.

 'Allora - continua la bambina - la prossima volta dica a Babbo  
Natale che i coglioni i cavalli li hanno sotto, non sopra!

sancho-panza.jpg


giovedì, 30 ottobre 2008
sabato, 18 ottobre 2008

A volte capita di avere una botta di flash back....

si insinua senza far rumore, in quello spazio strano tra cuore e ricordo, quello spazio fatto di qualcosa di impalpabilmente bello, che nemmeno tu sai dire che colore o che profumo abbia.

Era una sera di aprile di tanto, tanto tempo fa.... un cinema d'essay, in periferia....

Era la mia prima uscita serale con "lui".....

Quando gli amici sentirono il titolo del film, ci guardarono come marziani: ma è parlato? dissero i cretini.....

So solo che mi persi in quel turbine di passione inespressa ma palese, in quello specchio dei sogni di noi due, in quel domani che poteva essere nostro e tanto uguale.....

Ma il film finì e più tardi, molto più tardi anche il sogno.....

venerdì, 12 settembre 2008

Se contassi le volte che mi sono goduta questa fiaba mi addormenterei per lo stragrande numero.......

Vacanze romane (Roman Holiday) è un film del 1953 diretto da William Wyler e intepretato da Gregory Peck e Audrey Hepburn.

Il film rese famosa in tutto il mondo la Hepburn, che prima di allora aveva interpretato ruoli secondari in varie produzioni britanniche ed era conosciuta dal pubblico statunitense per la sua interpretazione di Gigi, nell'omonima commedia teatrale. Le riprese del film iniziarono nell'estate del 1952 e terminarono a settembre dello stesso anno.

Interamente girato a Roma e negli studi di Cinecittà, il film di Wyler capovolge la storia di Cenerentola. Uscito nelle sale statunitensi nell'agosto 1953, il film ebbe un grande successo di pubblico e di critica, rendendo famoso lo "stile" di Audrey Hepburn che, dopo poco tempo, verrà pubblicizzato e seguito da tutte le riviste di moda del mondo, grazie alle splendide e note foto del fotografo di scena Augusto Di Giovanni.

Nel 1999 è stato scelto per la preservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

La Principessa Anna (Audrey Hepburn), reale di una nazione non specificata, affronta un viaggio diplomatico, visitando le grandi capitali del mondo, inclusa Roma Una notte, sfinita dalla serie di obblighi che il suo ruolo le richiede ha un esaurimento nervoso. Il suo dottore le somministra un sedativo, ma, quando si ritrova sola nella sua stanza, decide di fuggire.

Ritrovatasi da sola, nelle strade di Roma, a causa del sedativo si addormenta in una via, dove viene trovata da Joe Bradley (Gregory Peck) giornalista statunitense che lavora per un'agenzia giornalistica a Roma. Joe cerca di farsi dare il suo indirizzo per accompagnarla a casa in taxi, ma la Principessa si rifiuta di confessare la sua identità e chiede di essere portata al Colosseo. Credendola ubriaca, visto lo stato confusionario in cui versa la ragazza, il giornalista non ha il coraggio di lasciarla sola e la porta a casa sua.

Il mattino seguente, recandosi al lavoro, Joe scopre che un dispaccio è stato comunicato a tutte le agenzie riguardante un improvviso malessere della Principessa Anna. Joe, che doveva recarsi ad una conferenza stampa per intervistare proprio la Principessa, vede la foto di Anna sul giornale e riconosce in lei la ragazza "ubriaca" che ha ospitato a casa sua. Immediatamente capisce di poter scrivere un articolo incredibile e promette al suo capo  di portagli un'intervista esclusiva e foto sensazionali della Principessa a Roma, facendosi promettere un largo compenso ed arrivando perfino a scommettere 500 dollari sulla riuscita dell'impresa con l'incredulo principale.

Joe chiama il suo amico Irving Radovich , fotoreporter, e gli comunica di aver trovato un sensazionale scoop. Subito dopo si precipita a casa sua, dove trova la Principessa ancora addormentata. Al suo risveglio, la ragazza ricorda poco della notte precedente e Joe non da segno di aver riconosciuto in lei la Principessa Anna, che si presenta con il nome di Anya Smith. Dopo averlo ringraziato per il suo disturbo la Principessa si avvia per le strade di Roma, come fosse una normale turista, lasciandosi trasportare dai suoni, dai rumori di una Roma molto "popolare". In un mercato acquista dei sandaletti, si compra un gelato e osserva la città assolata. Decide di entrare nel negozio di un parrucchiere  e di farsi tagliare i lunghi capelli. Il parrucchiere, affascinato dalla ragazza, la invita ad una serata danzante su un barcone del Tevere.

Nel frattempo, però, Joe non aveva perso di vista la ragazza e l'aveva seguita di nascosto. Quando Anna si siede sulle scalinate di Piazza di Spagna, il giornalista finge di incontrarla per caso. Iniziano a parlare e Anna confessa di essere scappata da un collegio e di voler provare, una volta nella vita, tutto quel che nella sua "prigione" non le era permesso fare. Joe le propone di accompagnarla e di esaudire il suo desiderio di "normalità".

Incontrano anche Irving, il quale usa un finto accendino per farle delle foto. La Principessa, in compagnia di quelli che lei crede due imprenditori di fertilizzanti, fuma la sua prima sigaretta, visita il Colosseo, prova ad andare in Vespa, finendo perfino in questura. Tutto viene fissato sulla pellicola di Irving.

Nel frattempo, i tutori della Principessa, preoccupati dalla sua scomparsa richiamano a Roma un enorme numero di agenti in borghese che iniziano a cercarla in tutta Roma.

Arrivata la sera la ragazza propone di finire la serata sul barcone del Tevere di cui il parrucchiere le aveva parlato. Giunti lì, Joe e Anna iniziano a ballare e, trovandosi stretti tra le braccia, dai loro sguardi incomincia a trapelare qualcosa di diverso. Durante la festa, però, gli agenti in borghese notano la Principessa e cercano di convincerla a tornare al palazzo. Joe interviene e immediatamente si scatena una rissa che vede la stessa Anna rompere bottiglie e chitarre in testa agli agenti, mentre Irving documenta il tutto con la sua macchina fotografica.

Joe a Anna riescono a fuggire, tuffandosi nelle acque del Tevere e quando ne riemergono, divertiti ed eccitati dall'accaduto, si baciano sulle sponde del fiume. Tornati a casa, rivestiti e asciugati i due sono costretti a salutarsi. Joe accompagna Anna vicino al suo palazzo e dopo un triste addio, la ragazza scompare nelle vie di Roma.

Tornata a palazzo, Anna mostra un profondo cambiamento. Da giovane e quasi infantile sognatrice si è trasformata in una vera a propria Principessa conscia dei suoi doveri.

Il giorno seguente, il principale di Joe si precipita a casa sua per richiedere la famosa intervista esclusiva, ma il giornalista sostiene di non essere riuscito a farla e quando Irving arriva a casa sua con le foto in mano, Joe spiega all'amico che lo ascolta incredulo di non voler vendere l'articolo.

Qualche ora più tardi entrambi si recano alla conferenza stampa organizzata per incontrare la Principessa Anna. Appena entrata, Anna riconosce immediatamente Joe e Irving e ne rimane delusa. Ma durante l'intervista Joe riesce, indirettamente, a comunicarle che non tradirà la sua fiducia. Quando la Principessa scende dal trono per salutare personalmente alcuni giornalisti intervenuti, fermatasi davanti a Joe e ad Irving riceve da quest'ultimo le foto della sua "Vacanza romana", prova ulteriore della loro correttezza. Felice e sollevata, dissimulando i suoi sentimenti, Anna saluta Joe, con un ultimo sorriso per poi sparire per sempre dietro una porta.

La conferenza è finita e i giornalisti vanno via. Joe rimane qualche momento nel palazzo, poi si avvia per il lungo corridoio, lancia un ultimo sguardo dietro di sé, ed esce.

  • Inizialmente il film era stato affidato a Frank Capra
  • Il ruolo di Joe Bradley era stato proposto a Cary Grant, il quale aveva rifiutato, affermando di essere troppo vecchio per recitare un ruolo sentimentale accanto ad Audrey Hepburn. Grant reciterà a fianco alla Hepburn, comunque, nel 1963, in Sciarada (Charade)
  • Per la Principessa Anna i produttori avevano considerato Elizabeth Taylor.
  • Il provino di Audrey Hepburn è diventato leggendario. Dopo aver provato su copione, mentre veniva ripresa, le fu detto che la scena era finita e che poteva rilassarsi. In realtà la telecamera era ancora in funzione. La Hepburn, ignara, si alzò dal letto e sorridente ed emozionata chiese come era andata. Poco dopo si accorse che tutta la troupe la guardava silenziosamente e che le luci erano ancora accese. Dopo aver visto la reazione fresca e spontanea della giovane attrice, Wyler si convinse di aver trovato la sua Principessa Anna.
  • In una delle scene più famose, Joe, Anna e Irving visitano la Bocca della verità. Il momento in cui Gregory Peck infila la mano nella bocca, facendo finta di averla persa, nascondendola nella giacca non era preventivata. Fu una trovata dell'attore che non aveva, però, avvisato la Hepburn. La reazione dell'attrice che possiamo vedere nel film, mentre grida e cerca di aiutare Peck è reale.
  • Durante le scene girate in esterni, assistevano alla riprese migliaia di romani. Gregory Peck racconta che, dopo ogni scena, Wyler ascoltava le reazioni della gente. Se sentiva dire "un'altra, giratela un'altra volta", lo faceva, se sentiva commenti come "buona, questa è buona" si fidava del pubblico e teneva la scena.
  • Nel film ricopre una piccola parte, quello della donna delle pulizie, scandalizzata dal trovare la Hepburn a casa di uno scapolo, la nota attrice teatrale Paola Borboni.
  • Tania Weber, stella del cinema italiano popolare dell'epoca, appare nella parte di Francesca.
  • Nel 1987 è stato prodotto un remake per la televisione.

(Fonte Wikipedia)

postato da: aironedistelle alle ore settembre 12, 2008 15:00 | Permalink | commenti (7)
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