lo so e mi dispiace
sento la vostra mancanza, ma appena posso, dovrete faticare a liberarvi di me...
categoria:a volte ritornano, grazie, accuse e scuse senza ritorno, amici e sentimenti
perchè????? ognuno di noi può migliorare se stesso guardando nel cuore degli altri

Questo filmato è un documento particolarmente prezioso, essendo tra i pochi consentiti alla visione mondiale.
Il mio pensiero va a tutti quei giovani che hanno saputo interpretare il significato di libertà e coraggio, anche fino alle estreme conseguenze.
Sarà il retaggio di un Papà che non ha esistato a sacrificare anch'Egli la propria gioventù per la libertà dell'Italia......
La manina mi sta tirando la giacca da un po’…. Me ne accorgo solo ora, impegnata come ero a raccontare la fine della storia di Cappuccetto Giallo agli altri.
Abbasso lo sguardo ed i miei occhi incontrano due grandi e luminosissimi pezzi di cielo estivo. Sotto di essi una punta di naso arrossato da un noioso raffreddore si arriccia nel tentativo di un sorriso, ora forzato dalla lunga attesa. C’è un filo di rimprovero in quegli occhi che mi fissano interrogativi e ansiosi.
“mi piace giocare, ma quando mi riporti a casa?”
È terribile questa frase: come faccio a rispondergli che no a casa non si può tornare, perché casa non c’è più, come non c’è più mamma e papà sta dormendo forzatamente in un letto da campo….
Come faccio a dirgli che la sua vita per ora dovrà crescere lì, aiutato dall’amore di chi fino a ieri nemmeno sapeva ci fosse, ma oggi ha trovato un figlio in più.
Come posso reggere le lacrime che spuntano di lì a pochi secondi, quando un compagno di giochi, involontariamente crudele, gli dice “ma casa tua non esiste più.. ”
Hai voglia a nasconderti dietro il naso a palla, coprire il tuo sguardo smarrito nella ricerca di una risposta che non sia verità con gli occhiali con l’elastico….
Tra le tante realtà d’Abruzzo in questi giorni c’è anche la magia della loro forza, della loro dignità, della loro voglia di rinascere in fretta.
Laggiù, con lo sguardo sperduto nel vuoto del nulla rimasto, una figurina da presepe: rivedo papà gli ultimi tempi e senza pensare corro da lui.
La mano sul braccio…. Pa.. pà mi muore in gola. No non può essere lui, che ci farebbe qui… ma questo signore che non riesce a scacciare i cristalli di dolore che gli velano lo sguardo lo eleggo a papà. Gli faccio due domande, mi bastano per capire che basta così. Un’altra sarebbe crudeltà. Lo abbraccio, mi guarda e con dita nodose e freddissime mi sfiora la guancia: ed è subito caldo.
E i giovani, che mascherano col sorriso e una bava di ironia la paura del domani e, ancora peggiore, la paura dell’oggi.
Tutti insieme sono una miriade di piccoli mondi spaventati, singoli sì, ma uniti: uniti nella paura, nel dolore, nel ricordo.
Uniti nella forza di voler contrastare un destino che in pochi attimi di crudele follia ha cancellato fatiche, sacrifici, illusioni, speranze, sorrisi.
Ma questa gente d’Abruzzo, questi nostri fratelli coraggiosi e grandissimi, ci stanno insegnando la vita.
La vita si impara, imparare a vivere è molto più facile a volte.


Grazie..... grazie alle Amiche e agli Amici che mi hanno fatto doni preziosi come questi.
Il più bel riconoscimento che posiamo avere è riconoscere il nostro cuore, al di là della nostra mente.
Perdonate se ci ho messo così tanto tempo e vorrei anche poterli inserire nei premi del template (si chiama così?) ma primo non lo so fare, secondo....
Un bacio a tutti, e per quanto possa valere, non vi farò mai mancare non solo la mia amicizia, ma soprattutto il mio cuore.
