domenica, 25 ottobre 2009


una serie di brividi violenti mi hanno accompagnato nella visione di questo filmato. Una testimonianza vera, indimenticabile, di una vergogna ignobile che macchia la nostra pseudo civile Patria.

Per favore non dimentichimoci tutto questo e tanto altro.... non lasciamoci travolgere dalla nausea che ormai sono riusciti ad instillare in noi....

Dobbiamo essere pronti a reagire, in maniera concreta e non solo a parol o moti di sdegno passeggeri.

Incominciamo dalle piccole cose di tutti i giorni: non permettiamo prevaricazioni, non lasciamo correre per un presunto falso buonismo.... è vigliaccheria, soprattutto ora.

Buona domenica, so che voi lo capirete questo messaggio.... per questo sono qui!

postato da: aironedistelle alle ore ottobre 25, 2009 15:00 | Permalink | commenti (24)
categoria:basta, dovere di cronaca, accuse e scuse senza ritorno
giovedì, 06 agosto 2009

 

Ora più che mai l'Unto del Signore si sentirà tale: anche per lui c'era un Giuda in agguato.....

postato da: aironedistelle alle ore agosto 06, 2009 15:05 | Permalink | commenti (6)
categoria:dovere di cronaca, attualità, accuse e scuse senza ritorno, e poi, buffonate di stato
sabato, 25 luglio 2009

Si susseguono e si accavallano le dichiarazioni di Nicola Mancino e di Giuseppe Ayala ma quello che in ogni caso ne emerge è che Nicola Mancino sotto la spinta di quanto trapela dalle indagini in corso presso la Procura di Palermo e la Procura di Calatanisseta, delle frammentarie notizie che trapelano sulle rivelazioni di Massimo Ciancimino e di Giovanni Brusca, della notizia delle tre ore di interrogatorio a cui è stato sottoposto Salvatore Riina nel carcere di Opera, sembra essere passato da uno stato di amnesia profonda, prima a sprazzi di memoria che gli hanno fatto tornare in mente particolari che prima non ricordava, poi a ricordi frammentari che riguardano, guarda caso, persone ormai morte o perché vittima di stragi o per cause naturali, poi ad uno stato confusionale che lo porta a fare affermazioni in contrasto con quanto precedentemente dichiarato o in contrasto con quanto affermato da Giuseppe Ayala che, nell'intenzione dei fornirgli un aiuto, spontaneo o richiesto, lo ha cacciato ancora di più in un vicolo cieco di menzogne e parziali ammissioni dal quale gli riesce sempre più difficile tirarsi fuori. Potrebbe essere questo il motivo per cui i Magistrati di Palermo e di Caltanissetta non lo abbiano ancora convocato per interrogarlo: non essendo a conoscenza di quanto le due procure hanno già in mano grazie alle deposizioni di quanti sono stati interrogati o hanno deposto prima di lui, Nicola Mancino è costretto a giocare al buio e si sta avviluppando in una serie di parziali affermazioni, di parziali smentite, inverosimili "non so" e "non ricordo" che alla fine non potranno fare altro che ritorcesi contro di lui. Davanti a un Magistrato o in un'aula di Giustizia e molto più difficile usare l'espediente del "sono stato frainteso" tanto caro al nostro Presidente del Consiglio.
Sintomatici sono alcuni punti chiave.

L'incontro con Paolo : Nicola Mancino ha sempre negato che questo incontro sia avvenuto o si è rifugiato dietro l'incredibile affermazione di non conoscere fisicamente Paolo e quindi di non potere ricordare l'incontro anche se fosse avvenuto. Poi, a fronte della mia esibizione dell'azienda in cui di pugno di Paolo è annotato l'appuntamento ha cominciato ad ammettere, chiamando a testimone Vincenzo Parisi, ormai morto, che quell'incontro gli fu chiesto dallo stesso ma che poi in realtà non avvenne. Ora, forse dopo aver riletto le sua afffermazioni e avene notato le contraddizioni, ritorna a dire che potrebbe essere avvenuto ma lui potrebbe non ricordare di avere stretto anche quella mano, come se si trattasse della mano di un qualsiasi postulante.
Potrebbe usare a sua discolpa ( ? ) la giustificazione di conoscere così poco quello che succedeva in quel tempo in Italia da non aver visto le riprese del funerale di Giovanni Falcone e quindi di non essersi chiesto chi era quel Giudice che trasportava a spalle la bara del suo amico Falcone e di poter credere, come affermò subito dopo la strage che "via D'Amelio non poteva essere considerata un obiettivo a rischio", tanto da non aver ritenuto che fosse necessario predisporre il divieto di sosta davanti al palazzo. Antonino Vullo, l'autista di Paolo scampato alla strage mi ha detto in questi giorni che in Via D'Amelio, quel pomeriggio, non era neppure stata fatta la "bonifica".

La trattativa : L'esistenza di questa trattativa è stata fino ad ieri sempre negata da Nicola Mancino, che la ha sempre definita come una ipotesi fantasiosa e irreale. Ora che le rivelazioni di Ciancimino e di Brusca concordano nel confermare l'esistenza di questa trattativa e ne fanno risalire l'inizio a d una data antecedente alla strage di Via D'Amelio, non può più continuare a negarne l'esistenza ma, continuando ad avvlilupparsi nelle sue contraddizioni, dice in una prima versione che una proposta di trattativa da parte della mafia ci fu ma che fu respinta da parte dello Stato, in una seconda versione che non ne ha mai saputo nulla ma se ne avesse avuto notizia la avrebbe sdegnosamente respinta, così come, dice, "avrebbe fatto Paolo". Nella versione definitiva, davanti ai magistrati forse sarà costretto a dire "come ha fatto Paolo" e a dirci quale siano state le conseguenze di questo rifiuto.

L'agenda :A fronte dell'esibizione dell'agenda di Paolo Nicola Mancino, in una sua intevista a LA7, ha mostrato fugacemente un planning il cui, alla data del 1° luglio non c'è annotato niente, come se questo fosse sufficiente a smentire quanto scritto di pugno nello stesso Paolo, nella sua agenda grigia.
Che quella mostrata possa essere l'agenda di Mancino è inverosimile, il 1° luglio era il giono dell'insediamento di Nicola Mancino al Viminale e, per una persona che ci teneva tanto ad essere "omaggiato" dalla folla di persone che dice fosse presente quel giorno nella sua stanza e nei corridoi del Viminale, il non avere quel giorno neanche un appuntio nell'agenda e cosa al di fuori del credibile. Dalle dichiarazioni, concordate o meno, con Ayala, sembra emergere l'esistenza di un'altra agenda zeppa di appunti. Sempre che di queste agende non ne esista tutta una serie da mostrare a seconda delle occasioni, Nicola Mancino farebbe bene ad esibire almeno anche questa seconda fantomatica agenda. Noi non abbiamo altre agende da esibire, quella più importante, quella rossa, in grado di inchiodare tutti i traditori che si annidano all'interno dello Stato e delle Istituzioni è stata sottratta e non sicuramente dalla mafia e su di essa si basano di sicuro i ricatti incrociati che reggono questa nostra disgraziata seconda repubblica.
Il pericolo è che venga utilizzata per far nascere una terza repubblica ancora più disgraziata di questa.

un grazie a Salvatore Borsellino per questa importante testimonianza

postato da: aironedistelle alle ore luglio 25, 2009 15:31 | Permalink | commenti (4)
categoria:dovere di cronaca, la nostra voce
mercoledì, 08 luglio 2009

noi preferiamo intonare  "ed è solo l'inizio" .....

Riuniti su Facebook si tassano un euro ciascuno per pubblicare una lettera aperta
Chiedono l'attenzione dei G8: "Antidemocratico l'invito del premier agli industriali"

I lettori comprano una pagina su Repubblica
"Chiedere di non dare pubblicità è illiberale"


I lettori comprano una pagina su Repubblica "Chiedere di non dare pubblicità è illiberale"
ROMA - Un euro a testa per pubblicare su Repubblica una lettera aperta contro Berlusconi e l'invito che il premier lancia agli industriali di non comprare pubblicità sui "giornali catastrofisti". Riuniti sulla piazza virtuale di Facebook, un gruppo di "liberi cittadini" hanno aquistato sull'edizione odierna del quotidiano uno spazio per informare i Grandi del mondo convenuti al G8 dell'Aquila di quello che succede in Italia: "Fatelo sapere, non lasciateci soli!".

ECCO L'INSERZIONE (pdf)

Si firmano "un gruppo di liberi cittadini di diversi orientamento politici". Dichiarano che le parole di Berlusconi pronunciate davanti ai giovani di Confindustria, è "un indegno attacco alla libertà di stampa". A Santa Margherita Ligure, quel primo Giugno, Berlusconi disse: "Non date pubblicità ai media disfattisti".

Ma raccontare la verità sulla crisi economica non è "disfattismo": "Riteniamo inaccettabile questa forma di pressione", scrivono i firmatari dell'appello. "E' un comportamento che richiama forme di governo tipicamente non democratiche. Ci rivolgiamo a coloro che credono che questa ingerenza sia indegna e illiberale", proseguono.

In testa alla pubblicità trascivono l'articolo 21 della Costituzione sulla libertà di stampa e la frase contestata pronunciata da Berlusconi. Quindi concludono: "Non contestiamo il governo, ma la forma e la sostanza di chi lo presiede. Siamo preoccupati per la progressiva perdita di libertà di stampa".

(8 luglio 2009)

postato da: aironedistelle alle ore luglio 08, 2009 14:30 | Permalink | commenti (1)
categoria:dovere di cronaca, accuse e scuse senza ritorno
domenica, 05 luglio 2009

Il 14 luglio ADERISCO ALLO SCIOPERO

Riporto qui di seguito il testo integrale dalla pagina creata sul social network Ning

Gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da un susseguirsi di iniziative legislative apparentemente estemporanee e dettate dalla fantasia dei singoli parlamentari ma collegate tra loro da una linea di continuità: la volontà della politica di soffocare ogni giorno di più la Rete come strumento di diffusione e di condivisione libera dell’informazione e del sapere.

Le disposizioni contenute nel Decreto Alfano sulle intercettazioni rientrano all’interno di questa offensiva.

Il cosiddetto “obbligo di rettifica“ imposto al gestore di qualsiasi sito informatico (dai blog ai social network come Facebook e Twitter fino a …. ) appare chiaramente come un pretesto, un alibi. I suoi effetti infatti - in termini di burocratizzazione della Rete, di complessità di gestione dell’obbligo in questione, di sanzioni pesantissime per gli utenti - rendono il decreto una nuova legge ammazza-internet.

Rispetto ai tentativi precedenti questo è perfino più insidioso e furbesco, perché anziché censurare direttamente i siti e i blog li mette in condizione di non pubblicare più o di pubblicare molto meno, con una norma che si nasconde dietro una falsa apparenza di responsabilizzazione ma che in realtà ha lo scopo di rendere la vita impossibile a blogger e utenti di siti di condivisione.

I blogger sono già oggi del tutto responsabili, in termini penali, di eventuali reati di ingiuria, diffamazione o altro: non c’è alcun bisogno di introdurre sanzioni insostenibili per i “citizen journalist“ se questi non aderiscono alla tortuosa e burocratica imposizione prevista nel Decreto Alfano.

La pluralità dell’informazione, non importa se via internet, sui giornali, attraverso le radio o le tv o qualsiasi altro mezzo, costituisce uno dei diritti fondamentali dell’uomo e del cittadino e, probabilmente, quello al quale sono più direttamente connesse la libertà e la democrazia.

Con il Decreto Alfano siamo di fronte a un attacco alla libertà di di tutti i media, dal grande giornale al più piccolo blog.

Per questo chiediamo ai blog e ai siti italiani di fare una giornata di silenzio, con un logo che ne spiega le ragioni, nel giorno in cui anche i giornali e le tv tacciono. E’ un segnale di tutti quelli che fanno comunicazione che, insieme, dicono al potere: “Non vogliamo farci imbavagliare”.

Invitiamo quindi tutti i cittadini che hanno un blog o un sito a pubblicare il 14 luglio prossimo questo logo e a tenerlo esposto per l’intera giornata, con un link a questo manifesto. - scarica il banner.jpg

Non si tratta di difendere la stampa, la tv, la radio, i giornalisti o la Rete ma di difendere con fermezza la libertà di informazione e con questa il futuro della nostra democrazia.

Ed eccovi il link per firmare

http://www.repubblica.it/speciale/2009/appelli/dovere-di-informare/index.html

N.B.

spero che questa volta venga pubblicato davvero, non come prima.....

 

postato da: aironedistelle alle ore luglio 05, 2009 22:12 | Permalink | commenti (13)
categoria:segnali di fumo, dovere di cronaca, leggi ditalia, libertà ad ogni costo
venerdì, 12 giugno 2009
Queste parole sono lo sfogo della Signora Maria Imperatore, costretta a lasciare con la famiglia, di corsa e senza più nulla, la Libia, insieme a tanti nostri connazionali.
Noi - perchè il fine giustifica i mezzi, anche se oggi si chiama real politik - ci siamo prostrati in scuse con il dittatore sanguinario vestito da pagliaccio.
E lui si è permesso di tutto: dalla foto sul petto, ai ritardi scortesissimi (ma non glielo hanno spiegato che la puntualità è la cortesia dei re?) ai capricci di ogni tipo, alle 400 amazzoni (tenete il nano, non si sa mai) ospitate insieme a lui.
Ve la riporto qui sotto e la rileggo con voi, in piedi, inchinandomi davanti ad una donna di grande spessore e coraggio.
e mi viene spontaneo alle labbra, ancora una volta"vergogna governo".
Gentile Direttore,
la foto appuntata sul petto di Gheddafi ( in basso), esibita come provocazione prima a Berlusconi e poi a Napolitano e, attraverso la TV al mondo intero, mi ha fatto venire in mente di mandarne una a Lei molto diversa ma altrettanto significativa (in alto).
Anche se non mi riconosco in nessuna delle persone rappresentate, l'ho conservata gelosamente perchè potrei essere benissimo io una di loro dato che da quella nave sono sbarcata anche io, ragazza, un giorno d'estate di quasi quarant'anni fa.
Avevo perso tutto: non solo la casa, le cose, gli amici, la spiaggia, i luoghi spensierati della mia gioventù ma mi sentivo violata addirittura nella mia intimità.
Come era stato lungo e difficile quel mese torrido tra fine luglio e fine agosto vissuto a Tripoli dopo aver ascoltato alla radio il provvedimento di confisca emanato da Gheddafi. Quanti problemi per me e per i miei: non c'era nemmeno il tempo di piangere perchè bisognava occuparsi di tante brutte cose pratiche. I beni li avevamo perduti, ma bisognava pure consegnare i relativi documenti facendo lunghe file sotto cartelli minacciosi in ricordo delle nostre "malefatte". Bisognava cercare di sistemare presso affettuosi amici libici il nostro adorato cagnolino. Bisognava dimostrare il pagamento di tutte le utenze luce, gas, telefono: con quali soldi affrontare questi oneri dato che i conti in banca erano bloccati? E libri? I miei adorati libri, per essere infilati in valigia, dovevano passare sotto il visto di un apposito controllo mentre ori e argenti venivano inesorabilmente sequestrati in dogana, luogo dell'ultima umiliazione: donne gentili e imbarazzate frugavano da per tutto, dopo averti fatto spogliare, pensando che persino fra i capelli potevi portarti via qualche tesoro. Ma questo gli italiani, i deputati, i membri del governo, le nostre giovani ministre lo hanno mai saputo?

La ringrazio e la saluto,

Maria Imperatore, 11/06/09, Ferrara
[Image_5.jpg]  

postato da: aironedistelle alle ore giugno 12, 2009 22:16 | Permalink | commenti (15)
categoria:dovere di cronaca, grazie, accuse e scuse senza ritorno
domenica, 10 maggio 2009

Censura? giudicate voi.... da Informazione Libera riporto i fatti relativi al giornalista Vittorio Zambardino di Repubblica.

Se le cose stanno veramente così, non basterà firmare petizioni

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Per una Noemi (la 18enne diventata famosa in questi giorni, per essere al centro del divorzio dell'anno fra la coppia presidenziale Lario-Berlusconi) che sparisce volontariamente da Facebook in quattro e quattr'otto, ci sono numerosi utenti, che su Facebook non avrebbero nulla da nascondere e vorrebbero continuare a frequentare il sito di social network, ma vengono azzerati. Zac, tagliati fuori in un bit.

E' capitato al profilo del giornalista hi-tech e blogger Vittorio Zambardino de La Repubblica. Zambardino, che è stato uno dei promotori della cancellazione dell'emendamento D'Alia (insieme ad altri media, VNUnet.it incluso), afferma di non aver violato nessun termine d'uso di Facebook, eppure è stato cancellato. Già da mesi ferve la polemica sui termini d'uso di Facebook.

Facebook non ha un ufficio in Italia, ma risponde via email (meglio: in inglese) degli utenti che incontrano simili problematiche o disservizi. Ma Facebook non si è degnata di rispondere all'email di Zambardino in tempi ragionevoli.

Così il giornalista ha deciso di denunciare Facebook al Garante della Privacy. Il sito di social network ha infatti interrotto senza motivo un servizio di comunicazioni informatiche o telematiche. “Non si tratta di riavere indietro le mie poche carabattole digitali. E’ una questione di trasparenza e di legalità negate“ ha spiegato Zambradino. Infatti il giornalista solleva un interrogativo sulla portabilità dei dati personali (e sensibili) nell'era dei social network.

Yahoo! ha appena ucciso GeoCities, perché nessuno realizza più il sito Web personale nell'era di Facebook o MySpace: ma per mantenere la propria identità digitale, l'autonomia del sito personale (non delegato a terzi) sembra l'unica via d'uscita per non scomparire dalla Rete in un battito d'ali, per decisioni altrui (e non proprie).

In fondo, per una Noemi che vuole sparire dal Web in un baleno, per non mettere nei guai coi suoi scatti e le sue ingenue dichiarazioni un personaggio di primo piano della politica nazionale, e i tanti anonimi utenti che vengono cancellati senza spiegazioni da Facebook, c'è un filo rosso che li unisce: sono le due facce della medaglia, della Privacy a rischio nell'era dei social network. Non a caso Facebook sarà al centro dei Big Brother Award 2009. Per sapere chi vincerà dovremo aspettare l'annuale convegno E-privacy il prossimo 23 maggio: ma Facebook pare in pole position fra le Peggiori aziende in tema di tutela della privacy.

Che dire? La tutela della privacy sui social network proprio non va. L'Unione europea, che finora si era affidata all'auto regolamentazione e ai suggerimenti, dettati dal buon senso, dei Garanti nazionali della Privacy, chiede adesso più tutele per i giovani sul Web 2.0: "Le regole europee sulla privacy sono cristalline" ha ribadito il Commissario Ue, Viviane Reding sul suo blog: cristalline, ma non adottate dai social network.

Ricordiamo che il Garante della Privacy italiano da tempo si dice preoccupato per un'intera generazione che parla più su Facebook che faccia a faccia con gli amici in Real Life: il rischio che che corre questa generazione 2.0, è di pentirsi in futuro per ciò che dice, scrive e uploada sul sito di social network: il Garante Francesco Pizzetti rinnova l'invito a non dare in pasto al Web informazioni private e sensibili.

Già ha rilasciato alcune importanti raccomandazioni per la Privacy, da tempo sottolinea perché è tanto preoccupato: la Rete ha memoria d'elefante (i motori di ricerca ricordano ancira di più), e non conosce l'oblio. "Siamo noi stessi a mettere in Rete continuamente fatti che ci riguardano; la Rete non è un giocattolo e, pur essendo una grande opportunità, dobbiamo essere sempre consapevoli ciò che mettiamo al suo interno vivrà di vita propria e fuggirà al nostro controllo" spiega Pizzetti, e conclude: "Rischiamo di essere la prima generazione destinata a portarsi dietro tutto il proprio passato, poiché l'uso sempre più massiccio della Rete e dei social network rende i dati incancellabili".

Vedremo se il "caso Zambardino" (riattivato dopo 4 giorni per il clamore suscitato sui media) farà scuola e obbligherà Facebook ad avere maggior rispetto della tutela dei suoi utenti 2.0

postato da: aironedistelle alle ore maggio 10, 2009 01:12 | Permalink | commenti (35)
categoria:dovere di cronaca, accuse e scuse senza ritorno
martedì, 31 marzo 2009

TRAFFICO ILLECITO RIFIUTI: ARRESTATO MARIO CHIESA

 MILANO - Un vasto traffico illecito di rifiuti è stato scoperto dal nucleo operativo ecologico dei carabinieri di Milano che sta eseguendo dieci provvedimenti restrittivi emessi dalla magistratura di Busto Arsizio (Varese). Nel blitz, scattato alle prime ore di oggi, e coordinato dal Gruppo Tutela ambiente di Treviso, sono impegnati oltre 150 militari dell'Arma della regione Lombardia e del secondo nucleo Elicotteri di Orio al Serio (Bergamo), che stanno eseguendo anche 28 perquisizioni tra le province di Brescia, Milano, Como, Alessandria, Pavia e Varese. L'indagine che segue quella chiamata "Grisù" del 2005 (19 arresti e 21 denunce), è iniziata nel giugno 2008 ed ha accertato un traffico illecito di rifiuti pari a 2.700 tonnellate. Al centro dell'inchiesta uno dei principali protagonisti di Mani Pulite degli anni '90.

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categoria:a volte ritornano, dovere di cronaca, ah la vita
sabato, 14 marzo 2009

Medici Senza Frontiere non può confermare le notizie del rilascio dei suoi operatori in Darfur

MSF ribadisce oggi che non può confermare la notizia del rilascio dei suoi operatori, rapiti mercoledì 11 marzo a Serif Umra (Nord Darfur, Sudan).

14/03/2009

ore 10.30 - Numerose notizie contrastanti circolano nei media. L’unica cosa che MSF può confermare è che ieri sera, venerdì 13 marzo, è stata informata del possibile rilascio dello staff.

In ogni modo, da allora non abbiamo né incontrato né potuto stabilire contatti diretti con i nostri colleghi. MSF sarà nelle condizioni di confermare l’informazione del loro rilascio solo nel momento in cui MSF stessa stabilirà contatti diretti con i quattro operatori.

Fino a quel momento, il nostro pensiero va alle famiglie dei colleghi rapiti. È un momento estremamente difficile per loro.

MSF spera che la vicenda si possa concludere con un rapido ritorno degli operatori rapiti.

MSF non ha altre informazioni da aggiungere.

 

Mi chiedo come abbia potuto la Farnesina, ieri sera, comunicare che erano stati liberati..... se questa è la loro informazione, capisco tante cose!

postato da: aironedistelle alle ore marzo 14, 2009 12:05 | Permalink | commenti (4)
categoria:dovere di cronaca
mercoledì, 11 marzo 2009

 Gianfranco Fini, che ultimamente esterna a più non posso con motivazioni disparate, ha valutato non azzardata l'ipotesi di Silvio alla Presidenza della Repubblica.

Ormai nemmeno più la Repubblica di Bananas fa per lui: al massimo la presidenza del Bagaglino.

Ascoltate questo confettuccio......

postato da: aironedistelle alle ore marzo 11, 2009 00:09 | Permalink | commenti (8)
categoria:basta, dovere di cronaca, giullari, buffonate di stato