giovedì, 27 agosto 2009

Mentre oggi, grazie al successo di attori come Russel Crowe o Nicole Kidman e di film come la trilogia del Signore degli anelli, tutti scoprono la magia del cinema girato agli antipodi, circa trent'anni fa usciva Picnic ad Hanging Rock (1975), capolavoro assoluto del regista più anomalo degli ultimi anni. Peter Weir nasce e vive in Australia: il contatto con la terra madre e la volontà di mantenere ben radicate le sue origini si rispecchiano in tutta la sua filmografia. Uno dei tratti fondamentali delle sue opere è, infatti, il rapporto dei protagonisti con l'ambiente naturale, spesso ostile e selvaggio: la foresta tropicale in cui il pazzo Ford decide di far vivere la sua famiglia, le montagne dove si perdono le collegiali di Picnic ad Hanging Rock (1975), la campagna americana in cui vivono isolati gli Amish in Witness (1985), la serra nella commedia Green card (1990) e il mondo fintamente vero in cui è prigioniero Truman ne The Truman Show (1998). Girati con successo i primi film in patria, a metà degli anni Ottanta, Weir si trasferisce in America ma, a differenza di molti cineasti emigrati, soprattutto europei, non si lascia condizionare dallo star system hollywoodiano. Mantiene una coerenza tematica, un'etica narrativa, una solidità formale e soprattutto conferma i tratti che avevano caratterizzato la sua produzione australiana e lo avevano fatto apprezzare in tutto il mondo. Nonostante il suo distacco dal mondo dorato del cinema, ha lavorato spesso con nomi noti di hollywood contribuendo al lancio internazionale di alcuni di questi come il conterraneo Mel Gibson, protagonista di due sue opere iniziali, Gli anni spezzati e Un anno vissuto pericolosamente girato assieme all'allora altra star emergente Sigourney Weaver. La sua particolarità di regista è quella di aver trascinato fuori dagli stereotipi attori ormai incatenati a determinati ruoli ed averli avviati con successo in generi diversi: si pensi al ruolo negativo ed ambiguo affidato ad Harrison Ford nel drammatico apologo ambientalista di Mosquito coastt (1986) e ai ruoli seri per attori comici come Robin Williams e Jim Carrey rispettativamente ne L'attimo fuggente (1989) e in The Truman Show (1998). Anche le musiche dei suoi film, si pensi al flauto di Pan in Picnic, all'Adagio di Albinoni ne Gli anni spezzati (1981) e alle sinfonia di Vangelis ne Un anno vissuto pericolosamente (1982), non sono meno rarefatte ed inquietanti degli ambiti in cui i personaggi si trovano ad operare.

 

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categoria:arte e cultura, classici
sabato, 27 settembre 2008

Un commovente tributo alla vita del circo, alla sensibilità di chi per dimenticare la propria malinconia si nasconde dietro al sorriso......

 

Nato come Antonio Vincenzo Stefano Clemente ed adottato nel 1933 dal marchese

Francesco Maria Gagliardi Focas – il padre naturale, il marchese Giuseppe De Curtis,

lo riconobbe legalmente soltanto nel 1937 – nel 1945 il tribunale di Napoli gli permise di

aggiungere vari cognomi e predicati nobiliari, riconoscendogli «il diritto di potersi

attribuire il nome della casata ed i titoli». Sicché Totò divenne[2] Antonio Focas Flavio

Angelo Ducas Comneno De Curtis Di Bisanzio Gagliardi, altezza imperiale, conte

palatino, cavaliere del Sacro Romano Impero, esarca di Ravenna, duca di Macedonia e

Illiria, principe di Costantinopoli, di Cilicia, di Tessaglia, di Ponto, di Moldavia, di

Dardania, del Peloponneso, conte di Cipro e d'Epiro, conte e duca di Drivasto e di

Durazzo,[3] anche se sul pronao della cappella della sua tomba, nel Cimitero di Santa

 Maria del Pianto a Napoli, l'incisione recita solo "Antonio de Curtis, Principe Imperia

le di Bisanzio".

Totò spaziò in tutti i generi teatrali, con oltre 50 titoli, dal variété all'avanspettacolo di

tipo burlesque, alla "grande rivista" di Michele Galdieri, passando per il cinema, con

97 film interpretati dal 1937 al 1967, visti da oltre 270 milioni di spettatori, un record

nella storia del cinema italiano,[4] e la televisione con una serie di 9 telefilm diretti da

Daniele D'Anza, poco prima della scomparsa, ormai ridotto alla quasi cecità che lo

aveva costretto nel 1957 ad abbandonare il palcoscenico.

Grande maschera nel solco della tradizione della Commedia dell'Arte, accostato di volta

in volta a comici come Buster Keaton o Charlie Chaplin, conservò fino alla fine una sua

unicità interpretativa che risaltava sia in copioni puramente brillanti (diretto, tra gli

altri, da Mario Mattoli, Camillo Mastrocinque o Sergio Corbucci), sia in parti

drammatiche, interpretate alla fine della carriera, con maestri del calibro di Alberto

Lattuada o Pier Paolo Pasolini. A distanza di decenni i suoi film riscuotono ancora

grande successo, e molte delle sue memorabili battute e gag-tormentoni sono spesso

diventate anche perifrasi entrate nel linguaggio comune.

Nacque nel rione Sanità, in via Santa Maria Antesaecula, al secondo piano del civico

109, da una relazione clandestina di Anna Clemente col marchese Giuseppe de Curtis

(Napoli, 1874 - Roma, 29 settembre 1944) che, in principio, non lo riconobbe. L'assenza

della figura paterna pesò molto, anche in seguito, sul carattere dell'attore, tanto che nel

1933, già famoso sui palcoscenici italiani, si fece adottare dal marchese Francesco

Maria Gagliardi Focas, in cambio di una rendita.[5]

Studiò al collegio Cimino senza ottenere la licenza ginnasiale: la madre lo voleva

sacerdote, ma, incoraggiato dai primi successi nelle piccole recite in famiglia (chiamate

a Napoli "periodiche"), e attratto dagli spettacoli di varietà, nel 1913, a soli quindici

anni, iniziò a frequentare i teatrini periferici esibendosi in macchiette e imitazioni del

repertorio di Gustavo De Marco con lo pseudonimo di Clerment.[5]

Totò morì nella sua casa dei Parioli alle 3:30 del mattino del 15 aprile 1967 all'età di

69 anni, stroncato da una serie improvvisa di tre infarti.

Le sue ultime parole furono, secondo Franca Faldini: "T'aggio voluto bene Franca,

proprio assaje", sebbene, secondo la figlia Liliana, disse: "Ricordatevi che sono

cattolico, apostolico, romano".[19]

La sua salma fu vegliata per due giorni da tutte le personalità della politica e dello

spettacolo giunte a commemorarlo e a rimpiangerlo. La Faldini raccontò un

episodio amaro: il sacerdote che venne nella casa dei Parioli in cui avevano vissuto

insieme per 15 anni accettò di benedire la salma ancora calda di Totò soltanto se

ella, vedova "biblica", fosse uscita sul pianerottolo.

Il 17 aprile 1967 il feretro partì tra ali di folla per Napoli, sua città natale, dove

si svolsero i funerali solenni di fronte a una folla traboccante, valutata in

circa 200.000 persone, che lo accolsero fin dall'arrivo dell'auto al casello

autostradale, poi il suono delle campane salutò per l'ultima volta Totò.


Alcune persone furono colte da malore per lo spavento di vedere lì, in mezzo

 ai funerali, Totò vivo; l'uomo che tanto assomigliava al principe era in realtà

 l'attore Dino Valdi, per molti anni controfigura di Totò.

L'orazione funebre venne tenuta da Nino Taranto:

« Amico mio, questo non è un monologo, ma un dialogo perché sono certo che mi senti e mi rispondi, la tua voce è nel mio cuore, nel cuore di questa Napoli, che è venuta a salutarti, a dirti grazie perché l'hai onorata. Perché non l'hai dimenticata mai, perché sei riuscito dal palcoscenico della tua vita a scrollarle di dosso questa malinconia che l'avvolge. Tu amico hai fatto sorridere la tua città, sei stato grande, le hai dato la gioia, la felicità, l'allegria di un'ora, di un giorno, tutte cose di cui Napoli ha bisogno. I tuoi napoletani, il tuo pubblico ha voluto che il suo Totò facesse a Napoli l'ultimo "esaurito" della sua carriera, e tu, tu maestro del buonumore questa volta ci stai facendo piangere tutti. Addio Totò, addio amico mio, Napoli, questa tua Napoli affranta dal dolore vuole farti sapere che sei stato uno dei suoi figli migliori, e che non ti scorderà mai, addio amico mio, addio Totò. »

Molte delle poesie di Totò andrebbero qui ricordate.

Ne ho scelte alcune che vorrei condividere con voi.

 

Ll'ammore

Ll'ammore è comme fosse nu malanno
ca, all'intrasatta, schioppa dint' 'o core
senza n'avvertimento, senza affanno,
e te pò ffà murì senza dulore.


Pe stà vicino a tte

Vulesse addeventà nu barbuncino:
uno 'e chilli canille nire e riccie
ca siente 'e dì p' 'a strada: "Che carino!...
sembra un batuffolino... nu capriccio".

E me 'nfezzasse dint' 'a na vetrina


d' 'o primmo magazzino ca truvasse;


e tu, passanno 'a llà ogni matina,


te 'ncapricciasse 'e me e m'accattasse.

Io già me veco cu nu cullarino


tutto 'ndurato cu ddoje campanelle


sdraiato appiede a tte 'ncopp' 'o cuscino:


p' 'a gioia, cchiù nun ce stesse dint' 'a pella!

E quanno po' tu me pigliasse 'mbraccio,


dicenneme parole azzuccuselle,


io t'alleccasse 'e mmane, l'uocchie e 'a faccia


sbattenno 'e zampe, 'e rrecchie e 'sta curella.

Pe stà sempe cu tte matina e sera


nun me 'mpurtasse 'e fà sta vita 'e cane!


Vicino a tte t' 'o giuro 'e sta manera


vulesse bbene pure 'o acchiappacane!

Chi è ll'ommo?

Nun songo nu grand'ommo
nun songo nu scienziato.
'A scola nun sò gghiuto
nisciuno m'ha mannato.
S' i' songo intelliggente?
e m' 'o spiate a mme?
I' songo nato a Napule,
che ne pozzo sapè?!
Appartengo alla massa...
a chella folla 'e ggente
ca nun capisce proprio 'o riesto 'e niente.
Però ve pozzo dicere na cosa:
campanno notte e ghiuomo a stu paese
pur i' me sò 'mparato quacche cosa,
quaccosa ca se chiamma umanità.
Senza sapè nè leggere e nè scrivere,
da onesto cittadino anarfabbeta,
ve pozzo parlà 'ncopp' a n' argomento
ca certamente ve pò interessà: chi è ll'ommo.
Ll'ommo è nu pupazzo 'e carne
cu sango e cu cervello
ca primma 'e venì al mondo
(cioè 'ncopp' a sta terra)
madre natura, ca è sempre priviggente,
l'ha miso 'nfunno 'a ll'anema,
cusuto dint'o core, na vurzella
cu dinto tante e tante pupazzielle
che saccio: 'o mariuncello,
na strega 'e Beneviento,
nu scienziatiello atomico
cu a faccia indisponente,
nu bello Capo 'e Stato
vestuto 'a Pulcinella;
curtielle, accette, strummolo
e quacche sciabbulella.
Penzanno ca 'o pupazzo
nu juomo se fa ommo,
si se vò divertì,
chesto 'o ppò fà. E comme?
Sceglienno 'a dint' 'o mazzo
ca tene dint' 'a vurzella,
chello ca cchiù lle piace
fra tutte 'e pazzielle.
Si po' sentite 'e dicere:
"'0 tale hanno arrestato!
Era uno senza scrupolo:
pazziava al peculato.
E trene nun camminano?
'A posta s'he fermata?".
Chi tene 'mmano 'o strummolo,
pazzianno s'he spassato.
'0 scienziatiello atomico
ch' 'a bomba 'a tena stretta
"Madonna! - tremma 'o popolo-
E si mo chisto 'a jetta?".
Guardate che disgrazia
si 'a sciabbulella afferra
nu capo ca è lunatico:
te fa scuppià na guerra.
Senza penzà ca 'o popolo:
mamme, mugliere e figlie,
chiagneno a tante 'e lacreme.
Distrutte sò 'e famiglie!
A sti pupazze 'e carne affocaggente
l'avessame educà cu 'o manganiello,
oppure, la natura priviggente,
avess' 'a fa turnà nu Masaniello.
Ma 'e ccose no... nun cagnano
e v' 'o dich'i' 'o pecchè:
nuie simme tanta pecure...
facimmo sempe "mbee".


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giovedì, 03 luglio 2008

Metropolis, ritrovate in Argentina scene mancanti

 

BERLINO (2 luglio) - Sequenze mancanti del monumentale capolavoro del film muto Metropolis di Fritz Lang sono stati scoperti a Buenos Aires, ha reso noto oggi a Wiesbaden, in Germania, la Fondazione Friedrich Wilhelm Murnau. Nonostante la cattiva qualità delle immagini la scoperta renderà possibile ricostruire il capolavoro di fantascienza uscito negli anni 1925/1926.

«In questo modo potrà finalmente essere ricostruito il capolavoro di Fritz Lang, il capostipite di tutti i film di fantascienza e presentarlo di nuovo a tutto il mondo» ha detto il presidente del comitato direttivo della fondazione, Eberhard Junkersdorf.

Mancavano soprattutto le scene del viaggio in macchina attraverso Metropolis, la città del futuro immaginata da Lang. Queste scene sono state ritrovate da collaboratori del Museo del Cine Pablo Ducros Hicken su una pizza di negativo da 16 mm in possesso di un privato. Secondo il direttore artistico della Cinemateca tedesca - Museo del film e tv a Berlino, Rainer Rother, in tutto mancavano finora 30 minuti dell'edizione originale. Secondo Rother si tratta del 95% del materiale mancante.

Considerato uno dei film più costosi dell'epoca, Metropolis, sceneggiato da Lang insieme alla moglie Thea von Harbou e capostipite di tutti i film di fantascienza, fu in parte girato negli Studios Babelsberg a Berlino, tuttora in funzione. È ambientato nell'immaginaria Yoshiwara, megalopoli piena di grattacieli e di macchine, scenario di uno scontro di classe tra dominatori e schiavi-automi abitanti del sottosuolo.

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venerdì, 13 giugno 2008

“PORTA DI LAMPEDUSA – PORTA D'EUROPA”

MONUMENTO ALLA MEMORIA DEI MIGRANTI DECEDUTI IN MARE

Sgnificato fondamentale di quest’opera è quello di consegnare alla memoria quest'ultimo ventennio in cui abbiamo visto migliaia di migranti morire in mare, in modo disumano, nel tentativo di raggiungere l'Europa, una strage senza testimoni, spesso senza sepoltura e quindi senza pietà.

L'intento è quello di consegnare alle generazioni future, che passeranno da Lampedusa, un simbolo che aiuti a non dimenticare e che inviti a una meditazione laica, come religiosa.

Ad oggi è confermata la presenza di

Amani, Arnoldo Mosca Mondadori, Alternativa Giovani e la Comunità di Koinonia sono promotori del progetto di un monumento dedicato alla memoria dei migranti che hanno perso la vita in mare. L'opera di Mimmo Paladino è una porta di quasi cinque metri di altezza e di tre metri di larghezza, realizzata in ceramica refrattaria.28 giugno 2008 a Lampedusa l’inaugurazione del monumento.Mimmo Paladino , Arnaldo Pomodoro , Pietro Coletta, Claudio Baglioni, Lucio Dalla, Luca Carboni, Eleonora Giorgi, Marco Alemanno e Ginestra Paladino.

Nello stesso giorno, grazie al sostegno dell'associazione turistica

Un ringraziamento particolare  va al Comune di Lampedusa, che ha approvato all'unanimità il progetto di questo monumento, e ai lampedusani tutti che ancora una volta hanno dimostrato spirito di comprensione e concreta responsabilità.Porta di Lampedusa - Porta d'Europa ha ricevuto ad oggi il patrocinio di: Regione Sicilia e Regione Puglia

e alla sua realizzazione hanno collaborato:

Collegio di Milano, Fondazione O’ Scia,Ceramica Gatti, Michelangelo Lombardi Costruzioni Srl 

Il 16 giugno alle ore 11.00 presso la

Sala Stampa Estera, via dell'Umiltà 83/c - Roma, si terrà la Conferenza Stampa di presentazione dell'iniziativa.

Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati – Ufficio Italia,

Ministero dell’Interno

verrà restituito alla città ripulito l'Obelisco Cassodoro, opera di Arnaldo Pomodoro, situato nella piazza del Municipio.
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categoria:dedicato a, arte e cultura, dovere di cronaca, speciale incontri
mercoledì, 21 maggio 2008

librero ©

Per chi non l'avesse ancora letto in italiano, si presenta un'occasione speciale: leggere la versione spagnola della deliziosa realtà in chiave di fiaba di Roberto Vecchioni.

Anche quest'anno l'Istituto della Cultura Italiana ha dato grande rilevanza al nostro magico Prof ed al suo modo unico e gradevolissimo di trattare argomenti letterari e umani difficili.

Per chi volesse e potesse seguirlo il suo tour spagnolo sarà lungo ed interessantissimo. Eccolo:

lunedì 26 maggio
alla mattina conferenza stampa presso l'Istituto della Cultura Italiana 
alle 19 presentazione del libro presso la libreria Oletum

martedì 27
ore 19 presentazione a Malaga presso la libreria Luces

mercoledì 28
ore 19 Oviedo libreri Cervantes

venerdì 30
ore 20 
 l'Istituto della Cultura Italiana Madrid

sabato 31
Fiera del Libro di Madrid incontro

Ci aspettano grandi emozioni ed una copertina tutta nuova di questa piccola perla della letteratura ormai internazionale.

Café Literario

viernes, 30 de mayo de 2008

Encuentro con Roberto Vecchioni

La programación es susceptible a variaciones

Literatura

sábado, 31 de mayo de 2008

Roberto Vecchioni firmerá en la "caseta" de la Libreria del Instituto

Café Literario del Instituto Italiano de Cultura - C/Mayor, 86 - Madrid

Organizado por: Café Literario del Insstituto Italiano de Cultura de Madrid

 

 sei un grande Prof ma questo lo sapevo

 

postato da: aironedistelle alle ore maggio 21, 2008 17:30 | Permalink | commenti (7)
categoria:arte e cultura, magico roberto vecchioni, speciale incontri