categoria:grazie, accuse e scuse senza ritorno
Cani in autostrada, iniziativa "Io l'ho visto" anche quest`anno PRONTOFIDO e RADIO 105 insieme a RADIO MONTE CARLO e VIRGIN RADIO, organizzano il servizio di salvataggio per i cani abbandonati in autostrada nel periodo estivo.Se viaggi in autostrada e vedi un animale abbandonato fermati alla prima area di sosta ed invia un sms a IO L'HO VISTO 3341051030
Se non sei in autostrada e vedi un animale abbandonato non inviare sms a IO L`HO VISTO!
Telefona subito ai Vigili del Comune di competenza oppure ai Carabinieri al 112. La legge 281 obbliga ogni comune a prelevare i cani abbandonati e a curarli vietandone la soppressione. Il servizio inizierà a funzionare dal prossimo 25 luglio.
RICORDA: NESSUNO HA IL DIRITTO DI UCCIDERLI.....
E ABBANDONARLI VUOL DIRE FARLI MORIRE
Una superba Merryl Streep da oscar, per una superba domenica a voi tutti.
L'inverno sai finirà,
e come è arrivato se ne andrà,
e scioglierà il dolore,
come la neve al sole.
E le ferite che hai,
lo sai guariranno prima o poi,
dopo la notte l'aurora,
ancora verrà si perchè.
Torna alla vita più serena,
che rifiorisce come primavera,
la vita grida a voce piena,
dentro te.
Ritroverai anche tu,
la forza che ora non hai più,
e quella voglia di vivere,
che ancor non c'è tornerà.
Torna alla vita più serena,
che rifiorisce come primavera,
la vita grida a voce piena,
dentro te.
La vita grida a voce piena,
dentro te come primavera.
Si susseguono e si accavallano le dichiarazioni di Nicola Mancino e di Giuseppe Ayala ma quello che in ogni caso ne emerge è che Nicola Mancino sotto la spinta di quanto trapela dalle indagini in corso presso la Procura di Palermo e la Procura di Calatanisseta, delle frammentarie notizie che trapelano sulle rivelazioni di Massimo Ciancimino e di Giovanni Brusca, della notizia delle tre ore di interrogatorio a cui è stato sottoposto Salvatore Riina nel carcere di Opera, sembra essere passato da uno stato di amnesia profonda, prima a sprazzi di memoria che gli hanno fatto tornare in mente particolari che prima non ricordava, poi a ricordi frammentari che riguardano, guarda caso, persone ormai morte o perché vittima di stragi o per cause naturali, poi ad uno stato confusionale che lo porta a fare affermazioni in contrasto con quanto precedentemente dichiarato o in contrasto con quanto affermato da Giuseppe Ayala che, nell'intenzione dei fornirgli un aiuto, spontaneo o richiesto, lo ha cacciato ancora di più in un vicolo cieco di menzogne e parziali ammissioni dal quale gli riesce sempre più difficile tirarsi fuori. Potrebbe essere questo il motivo per cui i Magistrati di Palermo e di Caltanissetta non lo abbiano ancora convocato per interrogarlo: non essendo a conoscenza di quanto le due procure hanno già in mano grazie alle deposizioni di quanti sono stati interrogati o hanno deposto prima di lui, Nicola Mancino è costretto a giocare al buio e si sta avviluppando in una serie di parziali affermazioni, di parziali smentite, inverosimili "non so" e "non ricordo" che alla fine non potranno fare altro che ritorcesi contro di lui. Davanti a un Magistrato o in un'aula di Giustizia e molto più difficile usare l'espediente del "sono stato frainteso" tanto caro al nostro Presidente del Consiglio.
Sintomatici sono alcuni punti chiave.
L'incontro con Paolo : Nicola Mancino ha sempre negato che questo incontro sia avvenuto o si è rifugiato dietro l'incredibile affermazione di non conoscere fisicamente Paolo e quindi di non potere ricordare l'incontro anche se fosse avvenuto. Poi, a fronte della mia esibizione dell'azienda in cui di pugno di Paolo è annotato l'appuntamento ha cominciato ad ammettere, chiamando a testimone Vincenzo Parisi, ormai morto, che quell'incontro gli fu chiesto dallo stesso ma che poi in realtà non avvenne. Ora, forse dopo aver riletto le sua afffermazioni e avene notato le contraddizioni, ritorna a dire che potrebbe essere avvenuto ma lui potrebbe non ricordare di avere stretto anche quella mano, come se si trattasse della mano di un qualsiasi postulante.
Potrebbe usare a sua discolpa ( ? ) la giustificazione di conoscere così poco quello che succedeva in quel tempo in Italia da non aver visto le riprese del funerale di Giovanni Falcone e quindi di non essersi chiesto chi era quel Giudice che trasportava a spalle la bara del suo amico Falcone e di poter credere, come affermò subito dopo la strage che "via D'Amelio non poteva essere considerata un obiettivo a rischio", tanto da non aver ritenuto che fosse necessario predisporre il divieto di sosta davanti al palazzo. Antonino Vullo, l'autista di Paolo scampato alla strage mi ha detto in questi giorni che in Via D'Amelio, quel pomeriggio, non era neppure stata fatta la "bonifica".
La trattativa : L'esistenza di questa trattativa è stata fino ad ieri sempre negata da Nicola Mancino, che la ha sempre definita come una ipotesi fantasiosa e irreale. Ora che le rivelazioni di Ciancimino e di Brusca concordano nel confermare l'esistenza di questa trattativa e ne fanno risalire l'inizio a d una data antecedente alla strage di Via D'Amelio, non può più continuare a negarne l'esistenza ma, continuando ad avvlilupparsi nelle sue contraddizioni, dice in una prima versione che una proposta di trattativa da parte della mafia ci fu ma che fu respinta da parte dello Stato, in una seconda versione che non ne ha mai saputo nulla ma se ne avesse avuto notizia la avrebbe sdegnosamente respinta, così come, dice, "avrebbe fatto Paolo". Nella versione definitiva, davanti ai magistrati forse sarà costretto a dire "come ha fatto Paolo" e a dirci quale siano state le conseguenze di questo rifiuto.
L'agenda :A fronte dell'esibizione dell'agenda di Paolo Nicola Mancino, in una sua intevista a LA7, ha mostrato fugacemente un planning il cui, alla data del 1° luglio non c'è annotato niente, come se questo fosse sufficiente a smentire quanto scritto di pugno nello stesso Paolo, nella sua agenda grigia.
Che quella mostrata possa essere l'agenda di Mancino è inverosimile, il 1° luglio era il giono dell'insediamento di Nicola Mancino al Viminale e, per una persona che ci teneva tanto ad essere "omaggiato" dalla folla di persone che dice fosse presente quel giorno nella sua stanza e nei corridoi del Viminale, il non avere quel giorno neanche un appuntio nell'agenda e cosa al di fuori del credibile. Dalle dichiarazioni, concordate o meno, con Ayala, sembra emergere l'esistenza di un'altra agenda zeppa di appunti. Sempre che di queste agende non ne esista tutta una serie da mostrare a seconda delle occasioni, Nicola Mancino farebbe bene ad esibire almeno anche questa seconda fantomatica agenda. Noi non abbiamo altre agende da esibire, quella più importante, quella rossa, in grado di inchiodare tutti i traditori che si annidano all'interno dello Stato e delle Istituzioni è stata sottratta e non sicuramente dalla mafia e su di essa si basano di sicuro i ricatti incrociati che reggono questa nostra disgraziata seconda repubblica.
Il pericolo è che venga utilizzata per far nascere una terza repubblica ancora più disgraziata di questa.
un grazie a Salvatore Borsellino per questa importante testimonianza
Anche questo, anzi soprattutto questo, è un modo di far sentire la propria voce.
Il coraggio di far sapere con immagini e parole quanto troppo spesso viene invece strumentalizzato.
Lo dedico a tutti gli amici napoletani..... e sono tanti!
Al Presidente della Repubblica
On. le Giorgio Napolitano
Palazzo del Quirinale
00187 Roma
Roma, 16 luglio 2009
Signor Presidente,
ci rivolgiamo a Lei non solo per l’alta carica che ricopre, ma perché conosciamo da tempo la Sua sensibilità e passione civile, l’amore per le arti in tutte le sue forme e rappresentazioni; e La conosciamo altresì come persona estremamente sensibile allo sviluppo della vita civile e democratica del nostro paese.
Coloro che Le scrivono fanno parte del Coordinamento “Emergenza cultura”, nato circa due anni fa su iniziativa dell’Associazione Nazionale Autori Cinematografici, iniziativa alla quale hanno aderito Associazioni rappresentative non solo del mondo del cinema, ma anche del teatro, della musica, della letteratura, delle arti visive, dell’informazione, della scuola, degli studi filosofici, dell’architettura, della ricerca scientifica, nonché singole personalità dell’arte e della cultura italiana.
Abbiamo cercato, in una parola, di riunire “i saperi” e le “espressioni” del nostro Paese sotto una sigla che si pone l’obiettivo di opporsi al degrado culturale per far prevalere la forza delle idee, della ragione, della creatività.
Le nostre Associazioni sono impegnate, in questi giorni, in una vertenza fondamentale: il Parlamento nelle prossime ore sarà chiamato a prendere delle decisioni che riguardano la sopravvivenza dei settori nei quali operiamo, in particolare sul reintegro del FUS, il Fondo Unico per lo Spettacolo, una delle ultime forme di finanziamento per la sperimentazione e la realizzazione di opere culturali nel nostro paese, del quale, dopo il taglio netto operato da questo governo, tutte le associazioni hanno più volte chiesto il reintegro; con appelli pubblici, manifestazioni culturali, argomenti e toni riecheggiati nel dibattito parlamentare ed anche in una recente importante cerimonia al Quirinale che l’ha vista protagonista.
Abbiamo, purtroppo, fondati motivi per ritenere che anche questo ci venga negato. La motivazione che sicuramente verrà data è quella della crisi economica e della mancanza di risorse.
Ebbene, noi riteniamo che questa motivazione sia totalmente infondata. Non perché disconosciamo l’esistenza della crisi e della scarsità delle risorse. Al contrario. Crediamo che proprio in quanto la crisi esiste, bisognerebbe investire di più in quei settori che, sulla base dell’esiguità dell’investimento in rapporto al bilancio dello Stato, sono in grado di mantenere in vita dei settori produttivi che, al contrario, spegnendosi, non solo cancellerebbero centinaia di migliaia di lavoratori ma tutta la cultura, i saperi, la conoscenza, la ricerca, settori strategici per lo sviluppo di un Paese e per la sua civiltà.
Siamo consapevoli che esiste tutta una pubblicistica e una serie di luoghi comuni - ci permetta di definirli abbastanza rozzi - che vedono nella “spesa” per la cultura e lo spettacolo uno “spreco” di risorse pubbliche.
In controtendenza a tali luoghi comuni, negli ultimi tempi si è fatta strada, tra gli economisti mondiali del settore, una teoria, circostanziata e suffragata da dati incontrovertibili, in base alla quale l’investimento pubblico nella cultura e nello spettacolo è considerato tra i più “promettenti”.
Ad esempio, da una ricerca promossa dall’Università e dal Comune di Torino sul rapporto tra investimento culturale e ritorno sull’economia cittadina, risulta che ogni euro investito produce un effetto di ricaduta quantificato in 21 euro. Numerosi altri studi, riguardanti i singoli settori della produzione culturale, arrivano ad analoghe conclusioni.
Proprio per questo noi vorremmo che tutto quello che concerne, nel bilancio dello Stato, la cultura e lo spettacolo, passasse dal capitolo “spesa” – che denuncia una concezione miope, assistenziale, quando non clientelare, dell’intervento pubblico – al capitolo “investimento”, che rispecchierebbe di più lo stato delle cose.
Abbiamo volutamente scelto di non soffermarci troppo su tutte le motivazioni di ordine “culturale” che pure riteniamo fondamentali e che costituiscono quel “di più” in termini di civiltà, di acquisizione di coscienza e di spirito critico, in una parola di democrazia, che l’investimento culturale regala ad una collettività. Lo abbiamo fatto sia perché sappiamo che di questo tema Lei ha piena e dimostrata consapevolezza, sia perché abbiamo ritenuto di dover rispondere in termini economici a chi se ne fa scudo per impoverire drammaticamente la cultura e lo spettacolo del nostro Paese.
Sicuri che quanto Le abbiamo detto non La lascerà insensibile, Le chiediamo di intervenire, nei modi e nelle forme che riterrà più opportune, affinché il mondo della cultura e dello spettacolo non subisca un così pesante attacco, che colpirebbe la libertà di espressione, limiterebbe ulteriormente la possibilità di accesso alla cultura stessa e avrebbe anche gravi conseguenze negative sui livelli occupazionali
E’ nostro vivo desiderio, Signor Presidente, manifestarLe i sensi della nostra più profonda stima.
ANAC – Associazione Nazionale Autori Cinematografici
ANART – Associazione Nazionale Autori Radiotelevisivi e Teatrali
ApTI – Associazione per il Teatro Italiano
ARTICOLO 21 – Associazione Nazionale
ASC - Associazione Italiana Scenografi Costumisti Arredatori
CEMAT – Ente di Promozione della Musica Contemporanea Italiana
CENTOAUTORI
FIDAC – Federazione Italiana delle Associazioni Cineaudiovisivo
S.A.C.T. – Scrittori Associati di Cinema e Televisione
S.N.S – Sindacato Nazionale Scrittori
S.N.C.C.I. Sindacato Nazionale Critici Cinematografici
S.N.G.C.I. – Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani
ZEROPUNTOTRE
Fonte Art.21
Inauguro oggi un angolo particolare e lo faccio con questo video, che esprime appieno i miei desideri....
Qui troverete informazioni, notizie, appelli... insomma tutto ciò che posso fare per ora per "disturbare" il silenzio colpevole dei cosiddetti "benpensanti"
Così chi vorrà partecipare e seguirmi sarà il benvenuto, chi invece non condivide questa mia iniziativa saprà che sotto l'egida La Nostra Voce è non potrà trovare nulla di suo interesse e salterà questo spazietto!
Un bacio a tutti
Questa è l'immagine che tutti abbiamo negli occhi, ma l'informazione si è fermata lì, annegata negli scandaletti di tutti i giorni, nella cronaca nera portata al parossismo (tale da creare in giovani ed anziani instabili reazioni abnormi) nelle dichiarazioni dette e subito disdette del maggior bugiardo che governa l'Italia..... nelle previsioni meteorologiche per il weekend e le vacanze degli italiani
ma queste persone continuano a lottare tutti i giorni, a morire, a credere che la libertà sia il bene più prezioso che abbiamo.
Questo video, in esclusiva da una emittente iraniana che riesce a pubblicare grazie a chi ancora riesce ad aiutarli, contiene immagini che ognuno di noi dovrebbe guardare attentamente, anche stringendo i denti, ma guardare
Mi scuso per questa affermazione che sto per fare, ma la DEVO fare
noi continuiamo a giocare il ruolo della maggioranza silenziosa, quella maggioranza che ormai non conta più nulla, naufragata nella incapacità i reagire di coloro cui abbiamo conferito mandato di rappresentarci...... coloro che oggi risorgono e creano partitelli in cui spartire poltrone e poltroncine, coloro che sono così arroccati nelle loro trite convinzioni da vedere "il nuovo" in pseudo professionisti che cavalcano l'onda della Englaro
noi continuiamo a parlarne, ad annuire, ad applaudire alle vignette di Staino, Vauro, Giannelli...... ma con il cabaret non si raddrizza la rotta!
noi continuiamo ad aver paura di esprimere il nostro dissenso e lo facciamo solo con piccole manifestazioni di "stizza" un esempio per tutti lo sciopero dei blog.... il più banale.
e dajje con la maggioranza silenziosa.
Cosa abbiamo ottenuto? abbiamo fatto il loro gioco... ma si sa, si va dietro al primo che ha un'idea buona o presunta tale, senza colpi di ingegno, senza costruttività, passivamente....
e allora SVEGLIA ragazzi, costruiamo, insieme ma costruiamo, non limitiamoci ad annuire o scuotere la testa. Diamo il nostro contributo.... parliamo sì, ma non basta.
Grillo sarà un guappo, un mistificatore, un pallone gonfiato..... ma almeno disturba
noi.... noi? noi nemmeno quello
ma questa Italia sta rotolando nel baratro della dittatura occulta (occulta perchè c'è ancora chi non vuole accorgersi e si erge a paladino del governo, che "fa cose egregie")
cosa lasciamo ai nostri figli è una frase banale, demagogica ... cosa ci ritroviamo noi tra due anni, per continuare a costruire per i nostri figli e nipoti?
I have a dream disse un grande
anche io, che sono molto ma molto meno grande di M.L. King: andarmene da questo mondo con la gioia d aver fatto qualcosa per il nostro Paese. Qualcosa che si possa definire almeno un tentativo di difendere la nostra libertà. Di ribellarci all'appiattimento delle coscienze e dei cervelli all'ammasso.
Ora sono certa che qualcuno di voi orripilerà, ma sul tanto vilipeso Facebook - da cui all'inizio cercavo solo il modo per uscirne, mentre oggi apprezzo il grande contributo che da' alla comunicazione ed alla diffusione delle notizie del mondo e lo spessore delle persone (basta non si cerchi il cazzeggio, ma di questo ne riparlerò) -si creano gruppi di persone che condividono lo stesso pensiero, lo stesso fine.....
Si creano così petizioni su argomenti di base, che vengono portate avanti e spesso ottengono risultati positivi, data la mole dei partecipanti.
Anche qui non siamo pochi, mi pare.
E questo è solo un esempio..... un po' di grinta, che diamine!
Buona notte cari e buona domenica
