giovedì, 31 gennaio 2008

Mi dicono che ai bimbi di oggi si devono raccontare storie di mostri per farli dormire tranquilli. Blue dragon:10347

Sarà che con il lavoro che faccio mi sentirei di tradire tutti i Sacri Testi assimilati in tanti anni di studi, ma soprattutto di venir meno alla mia coscienza di "mamma adottiva" di tanti piccoli....

Sarà che se vedo un film così alla Tv salto sulla sedia, figuratevi se mi metto a parlarne alla sera al buio.....

Sarà che di orrore non ne posso più.....

L'unica cosa nera che mi viene in mente è il merlo, o meglio, la merla Bird with spoon:9068 ed i suoi famosi tre giorni, che nulla ha a che vedere con la tregiorni ciclistica  Bicycle:10588(perdonino gli sportivi per l'improprietà del linguaggio tecnico, se mai poi esistesse una manifestazione così).

Ho trovato una paginetta, molto carina, che è tra il racconto fiabesco, la cronaca mondana, e il gossip (non è vero, l'ho detto per attirare l'attenzione!).

Eccovela:

I trii dì de la merla, leggenda dell'inverno

 di Francesca Belotti e Gian Luca Margheriti - CdS

Una famiglia di merli bianchi spiega perchè gli ultimi tre giorni di gennaio sono i più freddi di tutto l'anno 

 I tre giorni della merla, così sono conosciuti gli ultimi tre giorni di gennaio. La voce popolare vuole che quei tre giorni siano i più freddi dell’inverno. È una vecchia leggenda che ci racconta il perché. Una volta, molto, molto tempo fa, i merli erano bianchi. Un’allegra famigliola di questi simpatici pennuti, all’arrivo dell’inverno aveva deciso di lasciare la campagna per stabilirsi sul grande albero di un cortile in zona Porta Nuova a Milano. Mamma e papà merlo si occupavano dei loro tre piccoli merlotti al meglio, andando a recuperare bacche o briciole di pane gentilmente offerte dai bambini del palazzo, che lasciavano queste gradite sorprese agli amici merli sui davanzali delle loro finestre. Con l’arrivo della parte centrale dell’inverno, per sopportare meglio il freddo, la famiglia dei merli si era trasferita a vivere sotto una grondaia, da cui papà merlo spiegava le sue ali bianche per planare verso il cortile alla ricerca del cibo. A metà gennaio l’inverno sembrava aver mollato la sua presa e timidi giorni di sole cominciarono a riscaldare l’aria. I merli intonavano felici canzoni per annunciare l’arrivo imminente della primavera.

NEVICATA - Ma gennaio è un mese cattivo e il 29 il sole abbandonò Milano, sostituito da una pesante coltre di nubi che presto si trasformò in una copiosa nevicata. La neve cadeva sempre più pressante e i merli non riuscivano più a trovare cibo per i loro piccoli. I davanzali su cui i bambini lasciavano le briciole erano ricoperti di neve. La stessa neve ricopriva anche il terreno. Uno strato così spesso che i poveri merli non riuscivano a scavare per cercare da mangiare. I piccoli merlotti pigolavano disperati alla ricerca di cibo e papà merlo fu costretto a lasciare la grondaia per andare a cercare da mangiare più lontano. Là dove l’inverno finisce, così disse. E lanciandosi in mezzo alla tormenta volò via. Il freddo intanto peggiorava. I fiocchi vorticavano impazziti trasportati da un vento gelido investendo il nido e i suoi infreddoliti occupanti. Tanto che mamma merla fu costretta a prendere una decisione. Dovevano andarsene da lì o sarebbero morti di freddo.

NEL CAMINO - Poco più in alto, sul tetto, si trovava il camino della casa da cui, a ogni ora del giorno e della notte, usciva un denso e caldo fumo nero. Mamma merla volò fin là e trovò un piccolo anfratto, riparato dal vento e annerito dalla fuliggine dove i suoi piccoli avrebbero potuto avere un bel calduccio per tutto il giorno. I giorni di gelo e neve passarono e con il ritorno del sole tornò anche papà merlo con un ramoscello di succose bacche stretto nel becco. Atterrò sulla grondaia ma non trovò la sua famiglia. Poi gli si fece incontro un pennuto del tutto simile a lui ma completamente nero. A stento riconobbe la sua compagna che gli spiegò l’accaduto e lo invitò a prendere posto all’interno del camino. La famigliola di merli trascorse nel camino il resto dell’inverno e questo ci spiega perché da allora i merli sono neri, tranne il becco del maschio (quello della femmina è nero come il resto del corpo), che è rimasto giallo perché tra la fuliggine del camino lui ci restò per meno tempo. E ci spiega anche perché i tre giorni della merla sono i più freddi dell’inverno.

MATRIMONIO - Sempre a Milano si raccontano anche altre leggende sui tre giorni più freddi dell’anno. Una parla di una giovane, che di cognome faceva Merla, innamorata del cugino. Il loro amore era separato dal Po, che scorreva tra le loro due abitazioni, e da una dispensa papale che stavano aspettando per avere l’autorizzazione a sposarsi. Sul finire di gennaio quella dispensa arrivò e i giovani organizzarono una bella festa con parenti e amici per il 29 gennaio. Faceva molto freddo quel giorno, tanto freddo che il Po si era completamente ghiacciato. Ma i giovani non annullarono il loro matrimonio, anzi, il fiume ghiacciato agevolava Merla e i suoi parenti che potevano risparmiarsi il lungo giro per raggiungere il ponte e passare il fiume, attraversandolo invece proprio sotto casa. La festa per il matrimonio si protrasse per tre giorni e tre notti in cui sposi e invitati si divertirono nonostante il freddo pungente. Al termine i due giovani caricarono i regali su un carretto e si accinsero a riattraversare il Po per recarsi nella loro nuova casa che si trovava sull’altra sponda. Il marito prese il cavallo per la cavezza e guidò il carro con la giovane sullo strato di ghiaccio. Ma dopo quei tre giorni di freddo intenso, con l’arrivo di febbraio, la temperatura si era rialzata improvvisamente e il ghiaccio era diventato cedevole. Il peso del carro lo fece schiantare di colpo e la giovane fu risucchiata dalle acque del Po e scomparve per sempre. Il marito si salvò a stento, solo per morire a fine estate consumato dal dolore.

RITORNELLO - In ricordo di questo triste episodio è usanza che le giovani in età da marito si rechino sulle rive del Po durante i tre giorni della Merla per ballare e cantare una canzone propiziatoria il cui ritornello dice: «E di sera e di mattina la sua Merla poverina piange il Merlo e piangerà». In altre zone la leggenda sui tre giorni della merla è diversa ancora, e racconta di uno dei duchi Gonzaga (ma che in alcune versioni è Napoleone), che deve attraversare il Po per sbrigare alcune faccende. Il Gonzaga avvertì il servo che guidava il carro di avvisarlo quando sarebbero arrivati al Po per guadarlo, che lui intanto si ritirava nel retro per dormire un poco. Arrivati sulle sponde del fiume il servo si accorse che il freddo intenso degli ultimi giorni l’aveva fatto ghiacciare. Siccome la traversata sul ghiaccio sarebbe stata agevole, non ritenne necessario svegliare il suo padrone. Quando il Gonzaga si svegliò il servo gli disse che la Merla (era il nome della cavalla che tirava il carro) aveva già attraversato il fiume. Il duca montò su tutte le furie perché il servo non aveva obbedito ai suoi ordini e arrivato a destinazione lo fece impiccare.

 

Scegliete quella che più vi piace, oggi, poi cambiatela a seconda del vostro umore, del periodo: una favola è pur sempre una piccola dolce parentesi nella quotidiana follia di noi uomini (e donne si intende!)  

 

    Star_s60:11315Birds_45:9074Star_s53:11309  Buona Notte da Airone di Stelle!

postato da: aironedistelle alle ore gennaio 31, 2008 22:41 | Permalink | commenti (5)
categoria:niente ha più realtà del sogno
mercoledì, 30 gennaio 2008

Alla fine scoprirai che le cose più leggere son le uniche
che il vento non è riuscito a portar via
un ritornello antico
una carezza al momento giusto
lo sfogliare un libro di poesie
l'odore stesso che aveva un giorno il vento.

(Mario Quintana)

Valentine_37:9962

postato da: aironedistelle alle ore gennaio 30, 2008 22:20 | Permalink | commenti (2)
categoria:briciole di cuore
mercoledì, 30 gennaio 2008

Carl Barks, BARKS il papà di Paperon de' Paperoni, certamente non pensava di farne un personaggio duraturo.  

Nel 1947, dopo aver creato Ciccio, Gambadilegno, Topolino, perfino Paperino, ispirandosi a Ebenezer Scrooge, il protagonista de Il canto di Natale di Charles Dickens, dà vita al nostro  "avarastro".

Il personaggio doveva apparire solo per una storia, Paperino e il Natale su Monte Orso, uscita sul 178 di Four Color, ma il successo fu talmente enorme che ancora oggi, a 60 anni dal suo esordio, il papero più ricco del mondo continua a divertire e stupire con le sue avventure.scrooge Dagobert Duck, Roope-Setä , Tio Patinhas , Tio Gilito, Oncle Picsou  sono solo alcune delle traduzioni del nome Zio Paperone, che in quasi tutto il mondo porta la sua burbera simpatia. Purtroppo non tutti gli avarastri sono così e nemmeno Dickens in persona, se pure li prendesse per mano e se li portasse a fare un giro nell'Ade, riuscirebbe a fargli scucire un cent.

 BARKS 1Carl Barks, un gigante buono col cuore da bambino, muore il 25 agosto del 2000, a 99 anni, per leucemia, dopo aver chiesto ai medici, alcune settimane prima, di non proseguire più con le cure.

postato da: aironedistelle alle ore gennaio 30, 2008 22:08 | Permalink | commenti
categoria:dedicato a
mercoledì, 30 gennaio 2008

Oggi si riparte con una promessa e l’impegno di tutti per lavorare costruttivamente per la ricostruzione del paese e la ricostruzione della pace.
I sei negoziatori scelti da ODM e governo – 4 uomini e 2 donne - sono personalità molto diverse, un miscuglio di “duri” e “moderati.

Anche se ieri Raila ha detto che le controversie vanno risolte tra ODM e PNU, il “gruppo governativo” è composto da un esponente del PNU, uno del Kanu, il vecchio partito “unico e storico” del paese, uno dell’ODM-Kenya, il partito del vice-presidente.

La squadra governativa è coordinata da Martha Karua, attuale ministro della giustizia e gli affari costituzionali e forte sostenitrice di Kibaki e della piena legittimità della sua presidenza. Viene fiancheggiata dal professor Sam Ongeri, attuale ministro per l’educazione, ex ministro della sanità del regime Kanu e uno dei pochi deputati pro-Kibaki ad essere stato eletto deputato nella provincia di Nyanza. Infine, Mutula Kilonzo, segretario generale di ODM-Kenya, asceso alla ribalta nel paese per il suo lavoro di avvocato, in particolare dell’ex-presidente Moi.

L’ODM è rappresentato da Musalia Mudavadi, candidato alla vice presidenza se avesse vinto Raila; viene considerato un “moderato”. Assieme a lui siederanno Sally Kosgei, ultima segretaria del gabinetto e capo della burocrazia del regime di Moi ed esperta di diplomazia; e William Ruto, deputato di Eldoret North e senz’altro esponente molto rappresentativo della “ala durissima” dell’opposizione. Da più parti Ruto viene visto come l’istigatore e finanziatore delle violenze nella Rift Valley e da più parti si chiede che venga processato per crimini contro l’umanità.

E’ un bel pot pourri, che però per il paese rappresenta davvero “l’ultima spiaggia”. Da oggi in poi non sono permessi nuovi errori.

Mentre ieri a Nairobi si avviavano formalmente i negoziati, in molte parti del paese le tensioni sono restate alte.
Un uomo è rimasto ucciso nella Central Province dove “people perceived to be outsiders received threats to leave the region”. A Naivasha l’esercito ha per la prima volta usato gli elicotteri per disperdere i riottosi e liberare le strade dai posti di blocco; a Kibera, nel “villaggio” di Laina Saba, “youths armed with guns and crude weapons” hanno aggredito un gruppo di giornalisti protetti dalla polizia, ferendone uno; ci sono stati altri 4 morti nel North Rift e un gruppo di 2.000 contadini a Kapsabet hanno aggredito i 5 poliziotti che cercavano di impedire loro di attaccare il Kaiboi Technical Institute “to flush out students from outside the district”.

Oggi il gruppo “Concerned Citizens for Peace” chiede ai kenioti di “alzarsi in piedi e farsi contare”: invita i cittadini, con annunci pubblicitari a piena pagina, di porre fiori bianchi all’incrocio tra la Uhuru Highway e Kenyatta Avenue. Direi che è il caso di passare dal fioraio.

Intanto il costo della benzina continua ad aumentare e la valuta nazionale a scivolare: ieri con un euro si compravano KSh 107, 46.
E l’educazione dei bambini è in crisi. Secondo la Kenya Union of Teachers addirittura 10.000 insegnanti non sono ancora riusciti a tornare alle proprie aule a causa delle violenze. Con una media di 40 allievi per classe, ci sono 400mila bambini senza maestri e maestre

 

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postato da: aironedistelle alle ore gennaio 30, 2008 20:38 | Permalink | commenti (1)
categoria:la nostra africa
martedì, 29 gennaio 2008

Il 30 aprile 1997, un centinaio di guerriglieri hutu fece irruzione alle 5 del mattino nel seminario minore di Buta, in Burundi, vicino al confine con la Tanzania. Quarataquattro seminaristi furono uccici e venticinque gravemente feriti perche’ si rifiutarono di dividersi fra hutu e tutsi, come pretendevano i guerriglieri che avrebbero voluto uccidere solo i tutsi. Morirono abbracciati come fratelli, consapevoli di essere uccisi per questo loro rifiuto. Alcuni di loro, feriti gravemente, cominciarono a recitare il rosario e a pregare per chi li finiva ad uno ad uno sgozzandoli. Ora il vescovo locale ha eratto una cappella sul luogo dell’ eccidio ai “martiri della fraternita’”.

Questi ragazzi hanno dato un esempio straordinario: perche’ aspettare anni e anni di processi canonici? Perche’ non proclamarli tutti santi subito, come martiri della fraternita’? Abbiamo tutti bisogno del loro esempio, non solo in Burundi e Rwanda, ma nel mondo intero, dove regionalismi e etnicismi stupidi creano odi e divisioni. Anche se forse alcuni seminaristi fino al giorno prima non avevano condotto una vita interamente santa, erano comunque persone da presentare a tutta l’ Africa dicendo: “Il Vangelo ci propone la fraternita’ e non possiamo chiamarci cristiani se non ci riconosciamo fratelli e sorelle. Questi ragazzi, con tutti i difetti che volendo si sarebbero potuti trovare in loro, lo avevano capito e sono stati disposti a testimoniarlo con la loro vita, quindi li proclamiamo santi, modelli di vita per tutit i cristiani”.

Non e’ bello citarsi, ma scrivevo i due paragrafi che ho riprodotto qui sopra nel 2002, con il coautore Stefano Girola ne La Perla Nera. Resto convinto che nella chiesa primitiva quei ragazzi sarebbero stati acclamati santi immediatamente, e sarebbere cosi diventati dei modelli. Non proclamiamo i santi solo per proporre dei modelli di vita, ma certamente i santi diventano tali anche perche’ rispondono in un modo luminosamente cristiano ai problemi del loro tempo, e i martiri della fratenita’ di Buta ce ne hanno dato un esempio eminente. Se fossero meglio conosciuti potrebbero indicare alla gente cristiana dell’ Africa come superare gli aspetti limitanti dell’identita’ culturale e tribale.

Questa straordinaria storia, una delle tante storie di eroismo cristiano che sono avvenute durante e dopo il genocidio del Rwanda, mi e’ tornata in mente l’ altro ieri, domenica, mentre cercavo di balbettare qualcosa ai ragazzi di Tone la Maji (La Goccia d’ Acqua, una delle case gestite da Koinonia e sostenuta da La Goccia di Senago) sulla grandezza, il mistero e la santita’ della vita umana, nel contesto dei fatti teribili che stanno avvenendo in Kenya in questi giorni. I particolare ricordavo loro la brutale uccisione di padre Michael Kamau Ithondeka, 41 anni, avvenuta il giorno prima mentre viaggiava in auto verso Nairobi. E’ stato fermato ad un posto di blocco di sostenitori dell’ opposizione, tutti Luo, e gli e’ stato chiesto di presentare la carta d’ identita’. Quando lo hanno identitficato come Kikuyu – Michal Kamau e’ Kikuyu come Ambrogio Brambilla e’ milanese – e’ stato ucciso a colpi di panga e di pietre.

A Tone la Maji tutti i ragazzini, dai 9ai 17 anni, provengono da Kibera. Nel marzo del 2005 sono stati scelti ad entrare nella nuova casa perche’ fra quelli piu’ disperamente bisognosi. Non ho mai esaminato i loro record dal punto di vista tribale, ma son certo che provengono da almeno una dozzina di diversi popoli del Kenya. Mentre parlavo, mi son ricordato dei martiri della fraternita’, ed ho raccontato la loro storia - arricchendola di particolari forse un po’ immaginati, ma certamente credibili, basandomi sulla mia esperienza d’ Africa. I ragazzi sono stati ad ascoltarmi rapiti. So di non essere un gran narratore, la loro attenzione era dovuta al fascino profondo delle storie di padre Kamau e dei martiri della fraternita’ di Buta in relazione alla loro esperienza umana a Kibera.

*

Stavo per impostare questo testo quando ho sentito per radio che nelle prime ore di questo mattina e’ stato ucciso Melitus Were. Melitus era appena stato eletto deputato per l’ opposizione in un collegio elettorale di Nairobi. Sembra, dai prima rapporti, che stesse rientrando in casa in auto, non si sa da dove,  ed e’ stato ucciso mentre aspettava aprissero il cancello. Non si capisce ancora se e’ stata un’ esecuzione o una rapina.

Melitus era stato tirato su da un comboniano, padre Adelmo Spagnolo, che adesso e’ in Ethiopia. Quando io sono arrivato in Kenya, quasi esattamente venti anni fa, Adelmo mi chiese di farlo lavorare un po’ nell’ uffico della nuova rivista che stavo lanciando. Forse allora Melitus non aveva ancora vent’anni, e per quasi un anno gli feci fare i primi passi nello scrivere e nell’ uso del computer. Poi i comboniani gli avevano offerto una borsa di studio in Italia dove nel corso degli anni sviluppo’ molti legami. Una deicna di anni fa aveva cominciato ad impegnarsi in politica. Era venuto a trovarmi e mi aveva detto “Vedrai che un giorno saro’ deputato al Parlamento”.  Ha fatto qualche anno come nel consiglio comunale di Nairobi, e lo scorso 29 dicembre, appena conosciuti i risultati elettorali e appena prima che si scatenassero le violenze, e’ venuto a trovarmi solo per dirmi “Hai visto che ce l’ ho fatta!”.

Perchè tutto questo? Signore, dove sei? Io non sono Padre Kizito che riesce a continuare a vederti sempre e dovunque. Io quando mi guardo attorno, qualche volta, vacillo. Poi guardo meglio e ti trovo, ma che fatica davanti a questi orrori!

postato da: aironedistelle alle ore gennaio 29, 2008 11:29 | Permalink | commenti (2)
categoria:la nostra africa
lunedì, 28 gennaio 2008

“…Vi porto questo disco perché lo condividiate con me, perché ci sono tante cose nostre dentro, tante cose di noi, di noi che facciamo quadrato intorno a quello che riteniamo sia l’intelligenza e l’onestà,
perché questo disco è il mio bambino, è il mio cuore e anche il mio orgoglio di non cambiare, come spero sia per voi , davanti a qualsiasi cosa…”

Con queste parole Roberto Vecchioni ha aperto a Concordia il tour del suo disco Di Rabbia e di Stelle.

Non credo occorra commentare: la spontaneità che lo contraddistingue, accentuatasi in questi anni, ci ha fatto sentire ancora più intrisi della magia della sua musica e delle sue parole.

Roberto è, almeno per me, sempre riuscito a dare "poesia" a momenti della vita che, a volte, sembra colpiscano solo noi.

Un amore che finisce, un sogno irrealizzato, la gioia dell'amicizia: come un pittore che esprime i sentimenti che lo pervadono con i colori dell'arcobaleno, Vecchioni dipinge con la musica e la poesia la vita.

Intelligenza ed Onestà: due concetti astratti, se vogliamo, di questi tempi, ma almeno uno, l'onestà, basilare affinchè un Paese possa risorgere anche dalle macerie.

Purtroppo l'intelligenza è un dono: e qualcuno, arrivato il suo turno, si è sentito dire "esaurita". Speriamo abbia ricevuto una dose in più di onestà.

Ancora una volta, il mio grandissimo magico Maestro ci ha regalato un pezzetto del suo cuore. Ancora una volta il nostro Magico Roberto Vecchioni ha spazzato via il dubbio che ci fosse ben poco in cui credere.

E ancora una volta ti dico GRAZIE ROBERTO! Pony-tailed girl:11648Ricordi Roberto © l&rvals tutti i diritti riservati

DEVO, devo completare questo post con un'esibizione personale. Beh, insomma, ogni tanto capita di avere un raptus di egocentrismo, non di egoismo, non mi piace, ma di egocentrismo, sì.

Dovete sapere che ho un compagno dolcissimo, che sebbene sia convinto che io stia con lui perchè si chiama Roberto e non perchè è un uomo eccezionale, accetta e condivide questa mia passione.

Così appena ho detto che dopo Di Rabbia e di Stelle in vinile mi sarebbe piaciuto averne anche altri, si è scatenato.

Oggi, data un po' speciale per noi, ma questa è un'altra storia, è arrivato con una chicca tutta speciale: Luci a San Siro versione LP originale. Per gli amanti di Vecchioni è un piccolo tesoro: contiene la bellissima "il tamburo battuto".

Ma giusto per appagare il mio IO, eccovi l'elenco dei miei gioielli:

45 giri: Samarcanda 1977     Un'altra storia 1979

33 giri: Bei Tempi, Superstar, Montecristo, Robinson, Saldi di Fine Stagione, Milady, Camper, L'Uomo che si gioca il cielo a dadi, Calabuig, Capolavoro,  Il Grande Sogno, Hollywood, Ipertensione, Ippopotami, Elisir, Parabola, Il Re non si diverte, Per Amore mio.

Manca ancora qualcosa, ma di date da festeggiare ce ne sono tante...Gifts_07:9992

postato da: aironedistelle alle ore gennaio 28, 2008 22:27 | Permalink | commenti (7)
categoria:magico roberto vecchioni
domenica, 27 gennaio 2008

Tutti i giornali di oggi titolavano: "ritrovata la valigia di Robert Capa".....

Forse molti di voi si sono detti "e chi se ne frega, sapessi quante volte ho perso le valigie io nel volo Roma Milano e nessuno ha detto niente".

Ma per i patiti della fotografia Robert Capa è un faro e il ritrovamento della famosa valigia viene paragonato al Santo Gral per gli archeologi. Oppure i famosi scritti di Hemingway del '22.

Nato a Budapest nel 1913, all'anagrafe Endre Friedmann, è l'autore del famosissimo "Falling Soldier", ovvero Federico Borrell Garciafederico borrell Garcia the falling soldier R.Capa

Ecco, vedete che adesso sapete di chi parlo?!

Quando morì nel 1954 si portò dietro un grande dispiacere: quello di aver perso la valigia di mille e più scatti, effettuati in guerra (ben 5, inclusa anche quella arabo-israeliana del '48) e dopo guerra: lui perseguitato e braccato dai nazisti, perchè ebreo, morto in Vietnam nel 1954, durante un reportage fotografico in prima linea.

Purtroppo il suo capolavoro di ben 106 foto scattate il 6 giugno del '44, quando partecipo' al sanguinoso sbarco del contingente americano ad Omaha Beach, in Normandia è andato distrutto.  Il tecnico addetto allo sviluppo era troppo giovane e maldestro. Tutto andò perduto ad eccezione di 11 fotogrammi danneggiati.

Senza Robert Capa il D-Day sarebbe rimasto senza volto.

Eccovi una piccola galleria che merita veramente un occhio di riguardorobert capa

©tutti i diritti riservati

lo sbarco in Normandiapost bellico russia e israele

1939 giro di franciapablo picasso e francoise gilot 1940Picasso con Françoise nel '40

© tutti i diritti riservati       

Per maggiori dettagli sulle foto vi rimando all'album di picnic con le fragole!

 

postato da: aironedistelle alle ore gennaio 27, 2008 23:57 | Permalink | commenti (2)
categoria:fotografia che passione
domenica, 27 gennaio 2008

Un pretesto, dicono, i brogli elettorali. Da tempo l'odio covava ed è esploso in tutto il suo orrore. So soltanto che le notizie che riceviamo costantemente da Nairobi sono devastanti. Incendi, saccheggi, massacri. Ieri a Nakuru hanno asassinato un giovane prete cattolico, solo perchè kikuyu. Assassinato a colpi di macete! Non posso fare altro che farvi partecipi con delle foto, orribili alcune per la durezza delle immagini: mi perdonerete, però è giusto che si sappia quello che non trova lo spazio adeguato tra una "velina story" e un "processo mediatico". 27.1.NAIROBI 27.1NAIROBIPOLIZ

©tutti i diritti riservati

postato da: aironedistelle alle ore gennaio 27, 2008 23:36 | Permalink | commenti (2)
categoria:la nostra africa
giovedì, 24 gennaio 2008

AVVISO  AI  NAVIGANTI

non è pubblicità

E' nata una nuova carta di credito, che dovrebbe rendere molto più facile la vita agli italiani.

Infatti prevede una serie di privilegi davvero interessanti, costi estremamente contenuti, un'ottima accoglienza quasi dovunque.

L'unico difetto che ravviso è il nome, un difetto quasi insuperabile:

Mastelcard  ©mastel_card

Vi elenco i privilegi per ciascun "modello"

Basic:

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del sedicente fratello gemello, al quale dobbiamo questo simpatico sorriso regalatoci

 

postato da: aironedistelle alle ore gennaio 24, 2008 22:38 | Permalink | commenti (4)
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giovedì, 24 gennaio 2008

161 NO         156 SI

Come molti italiani non potevo certo dirmi soddisfatta di come stavano andando le cose, ma speravo tanto che il senso civico e di responsabilità davanti al Paese dei Signori Senatori avesse il sopravvento.

Prodi ha dimostrato una dote rara, a mio parere, in questo manipolo di politicanti a caccia di emozioni forti: la correttezza. Ha affrontato le sue responsabilità, nonostante anche il capo dello stato avesse cercato di dirottarlo su altre decisioni.

Ho trovato ignobili alcuni interventi, poco all'altezza degli stipendi di platino che tributiamo loro, un mix di ignoranza, qualunquismo e pressapochismo, a volte sfociato persino in un preoccupante nostalgico revival (Storace).

La performance più tragicomica quella di Mastella, ago della bilancia di una crisi che andava evitata.

Dove andremo a finire? Si parla di Letta come successore: Prodi pare abbia già detto che non accetterebbe un rincarico.

Chi salterà fuori dal cilindro per assecondare gli sporchi giochi di potere?

Uomini validi, politicamente preparati ce ne sono? Ahimè non mi viene in mente granchè.

So solo che da domani sarà anche più difficile vedere una ricrescita del Paese, affossato in una doviziosa ed accurata politica di autodistruzione all'estero, dove siamo additati come uno Stato allo sbando.  E aggiungo che andare al voto con una legge elettorale come l'attuale significherà un nuovo disastro.

Speriamo che gli italiani abbiano capito che un ritorno di Berlusconi segnerebbe la fine non solo della democrazia pura, ma anche la fine del futuro delle nostre generazioni più giovani. Gli anziani e i vecchi poi se l vedranno davvero brutta.

Riporto per dovere di cronaca alcuni commenti a caldo della stampa:

"Rissa a Palazzo Madama. Il senatore dell’Udeur Nuccio Cusumano si dissocia da Mastella e dopo aver annunciato al Senato la fiducia al governo Prodi, il "traditore" viene aggredito verbalmente e ricoperto da insulti dal suo collega di partito Tommaso Barbato, ("pezzo di m...") costringendo il presidente Franco Marini a sospendere la seduta. Cusumano, colto da malore, è stato portato via da Palazzo Madama in barella."

VERGOGNA

Onore alle armi. Il Professore è caduto, non è più presidente del Consiglio. E' stato sfiduciato in Aula, al Senato. In modo ufficiale, inequivocabile. Dopo tante spallate evocate e mai riuscite da parte del Cavaliere, Prodi ha perso. Ma come i duri, gli uomini veri, quelli con le palle, si è spezzato... non si è piegato. E' andato fino in fondo, con coraggio. E ora merita un plauso. Governare per 18 mesi una maggioranza composta da trotskisti e nostalgici della monarchia è stato un miracolo. Un vero capolavoro. Quantomeno di pazienza e di tenacia.

Tra i principali difetti, forse quello di comunicare male i suoi risultati, anche quelli positivi. Diamo a Cesare quel che è di Cesare, diciamo che Prodi non ha demeritato, ma la sua compagine era troppo eterogenea e raccogliticcia per superare l'esame del governo. Una compagine che, andando da Mastella a Caruso, da Turigliatto a Fisichella, non poteva che finire sugli scogli dell'ingovernabilità, dell'immobilismo, pagando il suo difetto originario: l'essersi  formata per vincere le elezioni e mandare a casa il Cavaliere e non per governare"

papa festante

E se si candidasse lui? tanto è abituato a dirci cosa dobbiamo fare.....!

postato da: aironedistelle alle ore gennaio 24, 2008 22:18 | Permalink | commenti (1)
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