Vi sono mancata??? Voi sì, tanto!
E' incredibile come si riesce a sentire la lontananza quando si è in un Paese che non si condivide in quasi nessuno dei suoi aspetti.
Già, sto parlando della Grande New York: no, non mi sto sbagliando, lo so che non è un Paese, ma un paese con la minuscola. Pieno di niente, di orpelli, di mistificazioni della realtà. Insomma una città cresciuta ad hamburger, ketchup, chewingum
, una città che si rispecchia benissimo nel cartonato di Hollywood, un popolo che pretende si insegnare a chi ha millenni di storia sudata e patita sulle spalle.
Beh, ad essere sinceri, se non gli lasciassimo tanto spazio, magari riusciremmo anche ad arginarli, ma non è così. Il mito americano è meglio degli omogeneizzati, fa crescere i bambini a dismisura 
Oddio, non sempre li cresce intelligenti, ma furbi e prepotenti sì.
Vi faccio un esempio banale, ma proprio perchè recentemente vissuto sulla nostra pelle, dello scempio culturale cui si assiste in quel cantuccio di "fancaZ...isti" a stelle e strisce. Prendete il Thanksgiving Day, che nella sua mera sostanza non sarebbe nemmeno male. Il ringraziamento del contadino per il raccolto avrebbe anche la sua logica, la sua tenerezza, volendo. Ma cosa diventa in mano a questi yankees pataccati? Oltre alla strage di tacchini spaventosamente mostruosamente gonfiati a canotto con ormoni e prodotti stregoneschi (già, senza antidoto, però)
la sagra del kitch.
Qualche esempio nelle foto che vi riporto


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Ma me lo dite cosa c'entra tutta questa pagliacciata con i contadini, il Buon Dio e il raccolto?
Certo, da un Paese che ha inventato la festa del "cornuto" pur di far soldi, tanto per citarne una .... Ti puoi immaginare come è contento quello di essere festeggiato con scherzi più o meno pesanti, gadgets adeguati alla circostanza, insomma da andare a casa e bere per una settimana per annegare l'idiozia e la sensibilità
Abbiamo qualche amico italiano laggiù, qualche "cervello vagabondo" come li chiamiamo noi. Ognuno fa le sue scelte. E' dura anche per loro e il sacrificio è a fini di crescita professionale ed economica. Ma adesso ci ridono, all'inizio faticavamo a staccarceli dalla valigia alla partenza: qualcuno ci tentava sempre di entrare alla Houdini!!!
A completare l'immagine di questi anni bui che, rappresentati dal loro ineffabile Presidente, sono davvero neri come la pece, si racconta che davanti alle rovine della civiltà Maya, il tesoruccio, sempre pronto a far guerra perchè crede di vivere in un video gioco, anche se perde con regolarità, abbia detto testualmente: "troveremo gli autori di questo scempio, lo giuro".
Chissà se qualcuno gli ha spiegato poi....
Ci dobbiamo andare, Roberto ed io, almeno una volta l'anno per impegni congressuali di aggiornamento medico, ma ogni volta cerchiamo di dimenticarcene al più presto. Non degli insegnamenti, ovvio.
Sono convinta sempre più che non abbiamo nulla da imparare da loro, almeno in termini civili, umani e di rapporti interpersonali. Certo, scentificamente e in certi campi sono avanzatissimi. Per forza, la vita in generale non è considerata un prezioso gioiello da rispettare. Se serve si fa a striscioline tutto e tutti, dal gatto alla nonna. Ma le loro amichevoli pacche sulle spalle, i sorrisi a 120 denti che esce come un pupazzo a molla da una bocca che emette profumo di menta e hamburger, non bastano a far dimenticare che gli indiani non sono l'unica cosa che hanno sterminato. E purtroppo nessuno ha detto "troveremo gli autori di questo scempio". Ahimè 
e a proposito di Indiani....
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Per la prima volta in Italia un'esposizione racconta cento anni di storia americana, attraverso 231 opere di pittura, molte delle quali di grande formato come è caratteristica della pittura ottocentesca in America, 60 capolavori originali della fotografia del XIX secolo, 10 sculture e 80 oggetti rituali e di vita quotidiana dei nativi americani e di Buffalo Bill. In totale, quindi, quasi 400 opere. 
L’uomo rosso scacciato progressivamente dalle terre degli avi, massacrato a tradimento, ingannato con trattati che venivano sempre disattesi, dopo il 1890, dopo il vile massacro di Woundned Knee, scomparve dalla scena americana. Relegato in riserve, affogato nell’alcol, risarcito con delle farse. Basti pensare che un popolo glorioso come i cherockee oggi, nella modernità, s’è trasformato in suv......
Se avete tempo andateci, ne vale la pena. E' a Brescia La mostra «America! Storie di pittura dal Nuovo Mondo» Museo di Santa Giulia, da sabato 24 novembre al 4 maggio (da lunedì a giovedì ore 9-19, da venerdì a domenica 9-20). Il catalogo è edito da Linea d’ombra. Biglietto intero costa e12. Prenotazioni e informazioni 0422-429999, www.lineadombra.it. (fonte)
Continuiamo la nostra galoppata

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E' Uscito il 20/11/2007 Il ricco volume edito da BUR “Il mio posto nel mondo. Luigi Tenco, cantautore. Ricordi, appunti, frammenti”, a cura di Enrico de Angelis, Enrico Deregibus e Sergio Secondiano Sacchi, che sarà presentato al MEI, il Meeting Etichette Indipendenti, in programma dal 23 al 25 novembre a Faenza. La presentazione, condotta da John Vignola, si terrà sabato 24 novembre alle 16 alla Casa di Booklet con la partecipazione, in una sorta di happening, dei curatori e di vari altri ospiti.
Il libro è un’iniziativa del Club Tenco per omaggiare il cantautore da cui prende il nome il Club e si affianca alla 32a edizione del Premio Tenco, da poco conclusa e dedicata proprio a Luigi Tenco. Sul palco dell’Ariston di Sanremo dall’8 al 10 novembre infatti gli artisti ospiti della Rassegna hanno proposto molti brani del cantautore piemontese, che saranno prossimamente racchiusi in un doppio album pubblicato da Ala Bianca per la collana “I Dischi del Club Tenco”.
La manifestazione andrà in onda su RaiDue il 30 novembre e il 7 e 14 dicembre, alle ore 24, mentre Rai Radio1 trasmetterà uno speciale il 14 dicembre alle 21, all’interno dei “Concerti del Venerdì” curati da Gerardo Panno.
Si legge come un romanzo, ci si emoziona, si sorride, si partecipa, si rimpiange di non averlo saputo apprezzare prima. Da non perdere. Parola di critica (ndr)

E come poteva mancare lui, il mio grande, magico Roberto Vecchioni in questo ritorno milanese???? Ho alcune cosette da dire, altrimenti mi strozzo.
Primo: mi disgusta profondamente che l'invidia sia imperante. Un paio di Giornalisti - uomo e posso capirlo, poveretto, ma donna...!!! - hanno interpretato a modo loro, cioè con "oh finalmente il mito sta cedendo" il nuovo ineguagliabile CD.
Di rabbia e di stelle nella sua smisurata umana dolcezza, lancia un grido disperato che culmina nella speranza, nel sorriso, nella convinzione che è l'amore a far girare il mondo.
E loro, grazie a Dio solo loro, ma anche troppo famosi per questi colpi bassi a Roberto, hanno colto l'ccasione per dire: "deluso dell'amore (ma quando mai) impotente dichiarato (ma quando mai, solo perchè ignora le avances di quattro scalmanate??) deluso di se stesso (ma quando mai, come potrebbe? che bestemmia è?) confondendo ignorantemente e a dispetto delle smentite di Vecchioni ufficiali e diffuse (ultima alla Mondadori di Milano) i sentimenti di gioia e sofferenza anche durissima che lui condivide con Amici - almeno lui lo crede ancora e fa bene, perchè ne ha tanti, tantissimi e veri - vissuti, sofferti, filtrati, superati con l'amore appunto.
Sentimenti profondi, sofferenze spiegate con la sua cristallina umanità, con il sorriso un po' triste nel ricordare, che sfociano miracolosamente in un grido di vita bellissimo.
Secondo Confesso, quando stava per uscire Di Rabbia e di Stelle, ero in ansia: ma un'ansia diversa dalla solita, quella dell'attesa festosa e avida di leggere insieme a Roberto la vita. La sua, la mia, quella di tutti noi.
Un'ansia di leggervi qualcosa di molto triste, sconosciuta ma sottintesa.
Poi ho cominciato ad ascoltarlo, a farmelo entrare nel cuore, tra sussulti, vuoti d'aria, sorrisi, lacrime.
E quando mi era già entrata nel cuore una bella parte di questa perla preziosa, ho incontrato personalmente Vecchioni.
Mi è bastato sentirlo parlare, guardarlo nel lago scuro e dolcissimo dei suoi occhi, che ancora e più che mai lampeggiano di vita, di voglia di combattere e di vincere, per sentire in quello strano spazio che chiamiamo anima una grande forza di speranza, amore e rinascita.
E ancora una volta Roberto hai fatto la magia! 
Per chi non si accontentasse del CD, del sorprendente LP, del libro "Di Sogni e d'Amore", delle sue interviste sui giornali e delle sue partecipazioni sempre discrete, signorili e illuminanti in TV, allora TUTTI a Roma per un evento molto speciale, come speciali siamo noi, appassionati di musica vera, libri veri, sentimenti veri.
Il Prof. Roberto Vecchioni Testimonial dell'iniziativa
Sabato 8 dicembre 2007, alle ore 11.30 a Roma, presso la Sala Diamante del Palazzo dei Congressi dell'Eur, nell'ambito della 6ª edizione di "Più Libri Più Liberi" ( http://www.piulibripiuliberi.it/), la Scuola Librai Italiani presenterà il 2° Corso di Alta Formazione in Gestione della Libreria.
Interverranno
Danielle Mazzonis - Sottosegretario Ministero Beni e Attività Culturali
Roberto Vecchioni - Cantautore e scrittore
Françoise Dubruille - Direttore European Booksellers Federation
Rodrigo Dias - Presidente Associazione Librai Italiani e SLI
Tiziano Vescovi - Università Ca' Foscari Venezia - Dir. Scient. SLI
Riccardo Campino - Direttore Tecnico Scuola Librai Italiani
Silvano Rometti - Assessore alla Cultura Regione Umbria
Pirkko Peltonen - Presidente Fond. Centro Studi "Città di Orvieto"
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decisamente questa differenza di orario tra NY e Milano mi sta rovinando l'esistenza. Lavoro meglio di notte, quando c'è un buon silenzio di auto, tram, moto, bambini, cani, canagliette in bici. Però c'è un limite: domani abbiamo studio tutti e due
e mi sa che ci servirà una sveglia speciale....
altrimenti
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Addio a Maurice Bejart
Il coreografo dello scandalo, del coraggio di rendere visibile la vera natura del balletto: erotismo e sensualità.
Ricordo che la prima volta che un amico mi portò a vedere Bejart ne rimasi alquanto scossa: ero giovanissima, lui più grande di me. Mi spiegò tecnicamente in cosa consistesse la grande arte del coreografo. Capii e dal quel giorno capii anche che l'ipocrisia nascosta nella morte del cigno era solo un pezzetto di maschera di una società che stava venendo allo scoperto.
La foto che vi ho inserito qui è molto speciale: Ludmilla Tscherina in Gala 1962.le sceneggiature sono state realizzate su disegni di Salvador Dalì.
Beh, mi sono rifatta un po' del lungo silenzio.
Un grande bacio a tutti, Buona Notte 