giovedì, 27 settembre 2007

Quando era arrivato albeggiava là in fondo, e il rosa dorato del bordo del cielo contrastava con l'ansia che lo circondava.

Sette anni, solo sette anni: un viso minuto, pallido per la sofferenza, i capelli castani sottili e leggeri come le piume di un angelo. Eppure sorrideva, stringeva nella manina il suo orsetto di peluche, quello che gli avevano dato i lettighieri quando lo avevano messo in ambulanza. Solo, in quella grande auto piena di oggetti sconosciuti, aveva solo facce amiche che cercavano di rassicurarlo a sorrisi. Mamma e papà sarebbero arrivati domani, assicuravano, rientrando prima da una vacanza tutta per loro. Sergio stava intanto con la nonna.

Un uomo, 54 anni, di cui trenta trascorsi ad aiutare gli altri. Prima come medico volontario in Polonia, poi una lunga attività a Genova. Lì si era incontrato con Roberto, si erano piaciuti subito: stessi ideali, stessa filosofia di vita, stesso sorriso franco che fa brillare gli occhi. Così Giancarlo aveva deciso di seguire Roberto . L'Africa, il Kenya per essere precisi, sarebbe stata per lui la nuova strada medica da percorrere. La moglie non aveva gradito questa scelta, considerandola priva di ogni interesse economico e quindi poco consona alla vita che erano abituati a condurre.

Praticamente uniti come due fratelli, loro due. Giancarlo trascorreva spesso Natale con noi, raggiungendoci dalla sua Verona dovunque fossimo.

La mattina alle cinque al pronto soccorso c'erano dei giovani medici: il caso di Sergio era complesso e necessitava di mani più che esperte.

Il prof. Giancarlo Tengani venne svegliato da un insistente ronzio del cellulare, sempre acceso, sul comodino. Non impiegò molto a vestirsi, saltare in macchina e raggiungere la sala operatoria.

Deve aver capito benissimo che l'unico modo per salvarsi era di lasciare il bisturi all'assistente e farsi applicare il defibrillatore.

Deve aver capito benissimo che sul piatto c'era la sua vita.

Ma aveva capito anche che Sergio non ce l'avrebbe fatta.

Quando il suo cuore impazzito si è fermato per sempre, Sergio era fuori pericolo. La sua equipe impietrita ha assistito impotente alla fine di un uomo che non ha esitato a dare la propria vita per salvare un bambino.

Addio, grande meraviglioso coraggioso "cognato" come dicevi tu, addio Giancarlo, questo Natale non sarà lo stesso.

Chissà se quando ritorneranno dai Caraibi i genitori del piccolo verranno a dirti grazie! Tu sorriderai, anche con gli occhi, come facevi sempre.

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postato da: aironedistelle alle ore settembre 27, 2007 21:59 | Permalink | commenti (3)
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lunedì, 24 settembre 2007

Rientriamo. La sera si fa fresca, la luna quasi piena sta allagando il terrazzo. La mente segue i suoi coriandoli, gettati qua e là dal vento di un filo di malinconia. Le stagioni che cambiano mi hanno sempre prodotto questa sensazione di leggera inquietudine: da qualche tempo le sorprese mi spaventano un po'!

Forse quel gesto tenero che oggi mi ha sfiorato il cuore ha scavato dolcemente nei ricordi.

Con la perenne introspezione, figlia di chi ha trascorso molto tempo con se stesso, ho imparato a captare anche le sfumature di chi mi circonda. Forse la scelta del mio lavoro deriva anche da questo.

TENEREZZA del MATTINO

Milano alle otto del mattino la domenica è piuttosto solitaria: se vuoi ti puoi godere questa città incosciente.

Il cigolio di una bicicletta, il lieve fruscio dei pedali pigiati piano, quasi con fatica..... ha il volto segnato da mille rughe, ma l'espressione degli occhi è quella di un bambino. Si ferma, fruga nella tasca della camicia, ti aspetti il solito cellulare, o la sigaretta. Scricchiola una carta, un gesto delicato porta alla bocca una caramella, di quelle tonde, alla frutta, quelle che mangiano i bimbi. Sorride soddisfatto a se stesso, succhia quel dolce come fosse una delizia speciale. Rprende a pedalare, piano, ci scorge. Si ferma "ne vuole?" dice porgendomi il piccolo involto rosso e giallo. "sono buone sa". Sarò stupida, ma mi è salito un groppo in gola.  

Il tuo sorriso        Animals_2553:10233

Toglimi il pane, se vuoi, 
toglimi l'aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.

Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l'acqua che d'improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d'argento che ti nasce.

Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d'aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.

Amor mio, nell'ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d'improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.

Vicino al mare, d'autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.

Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell'isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l'aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei. 
   (
Pablo Neruda)

Poeta senza voce

Marcel Mangel è morto nella sua casa di Parigi. Forse così non vi suggerisce nulla, ma se vi dico  Marcel Marceau forse è più facile. Se ne va con lui Bip, il fragile Pierrot dalla faccia lunare che ha fatto sorridere, con la sua candida comicità, gli spettatori di tutto il mondo. Se ne va con lui il silenzio. Se ne va un artista il cui mestiere - in un’epoca di talk show e di opinionisti - era quello di “non parlare” (fonte radio Franceinfo).

Roberto mi portò ad un suo spettacolo, a Parigi: non era più il giovane ebreo sfuggito alle persecuzioni naziste, del quale avevo letto con orrore la storia, ma lo spirito indomito si vedeva ancora lampeggiare dietro la maschera bianchissima di scena. Ho sempre pensato che solo chi ha conosciuto il vero significato del dolore potesse diventare un grande clown. Lui era molto di più. Lo conobbi personalmente in quell'occasione e non riuscii mai a dimenticare quel sorriso pieno di malinconie dolcissime.

E per dirgli grazie di quei momenti speciali, dedico al grande Marcel le parole di un altro grande , Roberto Vecchioni:

"ed arrivai mezzo truccato che già calavano la scena al primo atto e in piena luce, l'avevan tutto sbottonato tutto gli avevano levato tranne la maschera e la voce, e mi guardava e sorrideva e mi guardava e mi diceva continua tu che tanto è un gioco. che sia una farsa o una tragedia meglio che stare su una sedia per dopo battere le mani, fa' la mia parte e li vedrai son lì che non protestan mai è troppo comodo quel posto e si accontentano di questo, tre passi avanti, due a sinistra, rimani sempre bene in vista e non guardarli mai negli occhi dì solo cose che san già. che sia Romeo o Pulcinella la fin del viaggio resta quella, ringrazia sempre, sei un artista, questa è la loro verità........." (Teatro, da il Re non di diverte, 1973)

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LETTERA AD UN'AMICA

Che strana sensazione scrivere ad una persona che non hai mai incontrato, ma che ti sembra di aver lì, davanti a te, ogni volta che il cuore, lasciato libero di scorribande, si avventura ad immaginarla.

Eppure questa sera vorrei che per incanto la mia mente e la tua si avvicinassero, nonostante la distanza che ci separa, su quella stella laggiù, la vedi vero? quella con tante punte, la più brillante di tutte..... ecco, sì proprio quella! 

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Io, mamma mancata per beffa della vita, parlo con te, mamma stupenda di una figlia rara. Avrei amato più di ogni cosa al mondo poter vedere gli occhi sgranati di un fagottino incuriosito, stringerlo piano per non fargli male e sentire il tepore delle sue braccine. Vederlo crescere, farmi stravolgere dall'ansia alla sua prima uscita, gioire per ogni sua piccola vittoria, sentirmi il cuore in gola ad ogni sua sconfitta. Sorridere anche quando ti mancano le forze per farlo, solo per dargli il coraggio smarrito sulla strada in salita. E sentirmi dire "coraggio mamma, sono qua io" quando la strada in salita era la mia.

Come sarebbe la mia vita ora se avessi vissuto tutto questo? diversa, certo sì, E allora ti chiedo di farmi un grande regalo. tu che puoi, fallo anche per me. Continua a scrivere questa preziosa favola, che ha fatto crescere e fiorire in lei tutto di te. Lo so, lo so che a volte è fatica pura, che si vorrebbe fermarsi e non lottare. Ma non è giusto, chi ci ama si aspetta che noi siamo indistruttibili, che la magia del loro amore non possa mai fallire.

Sapessi quante volte avrei voluto mollare tutto e "piantargliela lì come fosse un gioco questa vita che è niente, ma non è poco". Quante volte l'idea di insabbiarmi come uno struzzo nella sabbia del mio letto mi ha tentato. Ma quando stavo per cedere sentivo dentro un'onda anomala di grande caldo, profumata e leggera ma potente. L'amore delle persone care mi stava avvolgendo e mi spingeva su, su e il buio piano piano si riempiva di colori. Sì, proprio come l'arcobaleno dopo la pioggia Sun_54:10614

Ci incontreremo, molto presto credo, e potrò abbracciarti e dirti "grazie, quella figlia stupenda che hai, sarebbe stata il mio sogno realizzato. Grazie perchè conoscerla è stato come riempire un po' del vuoto che non può essere colmato con nulla." e sarà come non esserci mai allontanate! 

La rivincita della matita    ABC_57:9114

C'era una volta un lapis, sottile, nero dentro con la buccia gialla e un buffo gommino sulla testa. La sua punta se premuta troppo si spezzava, sempre nel momento sbagliato, quando stavi prendendo appunti velocemente ad una conferenza, costringendoti a calcare ancora di più per poter continuare a scrivere con l'avanzo della mina. Il gommino poi non serviva a nulla: se tentavi di cancellare qualcosa il foglio diventava tutto nero, perchè dispettoso si tirava dietro la grafite, come se volesse sputtanarti del tutto. Happy_201:9758

Se ti ostinavi a scrivere con la matita, i sapientoni e i sacri testi dicevano che avevi dei problemi. Che la tua insicurezza si palesava con l'uso dello strumento cancellabile (già, ripeto, provaci!) che eri inaffidabile, perchè così dimostravi la volontà recondita di dire e negare subito dopo.... Insomma Freud veniva scomodato ogni volta che brandivi una innocua matita.

Ma io testarda come sempre, la mia matita non l'ho mai mollata. Al massimo l'ho sostituita con quel bel tronchetto rosso e blu, che faceva tanto Maestrina dalla Penna rossa, ma aveva l'unico scopo di evidenziare i passi scelti.

E venne il giorno della riscossa.    Happy_202:9759

Una società satolla, si sa, cerca nuove emozioni. E cosa c'è di meglio che il rischio di una punta che schizza - novella freccia avvelenata - sul vicino che prende appunti col registratore?

Quel giorno in cui Lina Sotis, dall'alto della sua maestria nel bon ton, sancì il ritorno del lapis come strumento di scrittura "in" nella Milano bene, tutte le matite gridarono in coro il loro Vittoria! Così forte, ma così forte che saltarono tutti i tappini delle Bic, inondando di un mare blu intenso i taschini di mezzo mondo.

E la sottoscritta, imperterrita, ora di lapis in borsetta ne ha due: unica concessione la mina retrattile!

Lettera ad un Amico   Love_189:9782

Caro Leo, tu sai che io sono un animaletto molto fortunato, perchè dopo anni di botte, galera e maltrattamenti, ho trovato una famiglia. Già Laura e Roberto per me sono come fratelli. A volte sono inspportabili: per esempio quando pretendono che io scenda dal mio divano preferito, perchè arrivano gli amici. Oppure quando vogliono che esca dall'acqua, come questa estate che  dopo solo tre ore di bagnetto insistevano a voler andare a casa. Comunque io li amo molto, e glielo dimostro come posso. Volevo invitarti a Milano, quando verrà anche la tua sorellina di zampa. Ti farei assaggiare una specialità della casa: un pesce fantastico. Come dici? che non ti piace? beh, cosa vuol dire, nemmeno io sono un gatto.... ops scusa! allora una zuppa di cozze? nemmeno!!! cercherò di farti avere una costata, ma non garantisco. Comunque poi mi devi aiutare a lavare i piatti. Io quando posso - per far capire a Laura che le voglio bene - salto sul tavolo, sono piccolo ma molto agile - e slappo i piatti che trovo. Però non ho capito se le fa piacere. Sì, sì ridono contenti, poi però li mettono in lavastoviglie.... forse devo perfezionare qualcosa. Allora ti aspetto, intanto uno scodinzolo te lo mando volentieri. Tuo Spotty  Sweet Puppies_62:9684

Buona notte!   Smileys_32:10137



postato da: aironedistelle alle ore settembre 24, 2007 00:49 | Permalink | commenti (4)
categoria:briciole di cuore
sabato, 22 settembre 2007

Mi rendo perfettamente conto che si potrebbe pensare di me che abbia un debole (dichiarato apertamente) per chi ha il nome bellissimo di Roberto!

Ne ho sposato uno, speciale, dopo essermi sentita come una Principessa da fiabe quando una sera di maggio mi ha detto "ti amo" per la prima volta. Da allora nulla è cambiato, anche se i vent'anni sono un ricordo lontano.ABC_52:10183

Ne ascolto rapita pensieri, musica e parole di un altro (Vecchioni per chi non l'avesse capito) Hearts_07:10114 

E oggi si aggiunge un nuovo Roberto, la cui forza comunicativa è davvero interessante.

Parlo di Roberto Mussapi, autore tra l'altro di "La casa", poesia in senso vero, perchè al di là della rima in sè, racchiude l'idealità del concetto intrinseco di casa.

"....... io non ho mai davvero abitato una casa, io sono la casa di ogni casa con loro, con tutti quelli che la fecero mia, così presenti che non sono più io, unico esule in me, sfrattato dal mio cuore".

Sono parole che entrano prima di tutto nell'anima, prima ancora di sfiorare l'orecchio, prima ancora di scorrere lentamente negli occhi, sensi coinvolti nel tradurre in emozione privata la sua.

Qualcosa da leggere in più quindi, sul mio divano al cioccolato, quando, mio malgrado, non ci sono.

Buona notte!

Sweet Puppies_57:9679













postato da: aironedistelle alle ore settembre 22, 2007 22:28 | Permalink | commenti (1)
categoria:
venerdì, 21 settembre 2007
Sun_54:10614

Cos'è per te un amico,
Perché tu debba cercarlo
Per ammazzare il tempo?
Cercalo sempre per vivere il tempo.
Deve colmare infatti le tue necessità,
non il tuo vuoto.
E nella dolcezza dell'amicizia
Ci siano risate,
E condivisione di momenti gioiosi.
Poiché nella rugiada
delle piccole cose
Il cuore trova il suo mattino
E si rinfresca

(K. Gibran)

 Grazie ! Grazie perchè mi regalate un po' del vostro tempo, grazie perchè -anche se io non ci sono - lasciate la vostra "impronta" sul mio divano, io la trovo e mi ci accoccolo dentro; grazie perchè  condividete con me i miei pensieri, le mie ansie, le mie gioie e anche le mie piccole follie! Love_0617:9500

 

La commedia degli errori che dava il nostro Roberto Vecchioni per "operando" è terminata, con le scuse dell'autore della campagna terroristica!  Emotional_0506:9487

Le scuse erano dovute, non tanto per il linguaggio piuttosto sgradevole usato, ma per aver disturbato l'immagine che Roberto aveva creato in questo lungo e fantastico tour estivo. 

E' incredibile come l'uomo sia l'animale più invidioso ed egocentrico del Creato! Roberto ha innegabilmente un grande fascino, dovuto alla sua immensa cultura, alla dolcezza innata, alla capacità profonda di regalare emozioni. E questo distuba spesso l'uomo comune. Non è un'offesa, tutt'altro, non ho detto uomo-scimmia, ho detto comune, in quanto persona con normali stili di vita. Che irrimediabilmente si scaglia contro l'oggetto della sua gelosia, cercando di minarne l'immagine, di sminuirne le doti, per poter eccellere su di lui/lei. Così attacca il "nemico" dove pensa sia più facile: lui è amato (da qui l'infelice frase "vorrebbero farselo") quindi è affascinante, quindi se è ammalato il suo fascino diminuisce.

A proposito della dolcezza di Roberto, voglio raccontarvi un aneddoto.

Ambientazione: conferenza organizzata da Medici senza Frontiere

Argomento: I rifugiati

Roberto fa un intervento magistrale, come è solito fare, a 360 gradi affronta il tema, e non trascura nemmeno la reale difficoltà di condividere con altre culture la nostra vita, il nostro Paese, la nostra terra. Al termine, dopo aver ripensato  con la massima velocità - consentita solo da una mente brillantissima come la sua - a quanto affermato e documentato, dice con un sorriso quasi di scusa: "sono stato duro, vero, molto, e pensare che io sono dolcissimo. Però ...."

Personalmente l'avrei abbracciato per il candore della sua affermazione, per la semplicità con la quale quasi si sentiva un po' in colpa, ma d'altronde, ancora una volta, aveva detto solo verità!

Tornando al mio .... lettino a distanza di poco fa mi viene da dire "Che tristezza, accidenti, ma anche noi ragazze siamo così, non ditelo in giro, ma capita anche a noi. Quando un'altra è o ci sembra più bella, diciamo che è splendida, peccato che quando parla...... " Jolly_0566:9518 l'importante è poi pentirsene eheheheheheheheheh!!!!!!!!!!!! Del resto errare è umano, appunto.

Scusate, ma non ho saputo resistere al richiamo della .... professione!

La cosa più bella è che ROBERTO CE LO GODIAMO TRA NON MOLTO, DAL VIVO, E NESSUNO CI FERMERA'. GLIELA PREPARIAMO VERO UN'ACCOGLIENZA DA STADIOOOOOO

VEROOOOOOOOOOOOOOOOO????


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Intanto Buona notte, carissimi, sogni d'oro.....

 

sogni d

 












postato da: aironedistelle alle ore settembre 21, 2007 22:20 | Permalink | commenti (4)
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venerdì, 21 settembre 2007

Caro Roberto,

qualcuno sul tuo forum ha detto che stai per subire un intervento. L'ha detto con la sicurezza del bene informato. Mi sono sentita uno strano malessere. Lo so che sei un Grande, che anche davanti al dolore tu sai filtrarlo per donarlo agli altri sotto forma di sorriso e vita. Però il senso di vuoto allo stomaco rimane.

Ho chiesto sul forum chiarimenti. Sono certa che ci diranno qualcosa.

Se possiamo e se dobbiamo (spero tanto non sia vero niente) starti vicino, noi che da tanto tempo ti vogliamo bene per tutto quello che sai fare per noi, ebbene voglio essere lì con il cuore e col pensiero.

Per Diario africano hai scritto una pagina che inizia così "Noi stiamo aspettando....." Sì Roberto, anche noi ti stiamo aspettando. Stiamo aspettando di poterti stringere le mani e gridare il nostro entusiasmo, lasciar scorrere le lacrime di emozione e tenerezza che sai risvegliare in noi, cogliere il lampo dei tuoi occhi quando come un bambino al mattino di Natale scopri l'affetto rinnovato di chi ti vuole bene, essere sfiorati dal tuo sorriso, quando magari rumorosamente nel silenzio tra una parola e una canzone, mi cadono le pile della fotocamera!

Roberto, un libro, un Cd: noi saremo lì, in prima fila, ad aspettare di farci emozionare ancora e sempre da te.

Grazie, grazie di tutto e un abbraccio

A prestissimo!

laura e roberto

postato da: aironedistelle alle ore settembre 21, 2007 00:28 | Permalink | commenti (3)
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mercoledì, 19 settembre 2007

Ho deciso! la prossima auto che mi compro sarà una Daihatsu.... qualcuno laggiù sta bisbigliando: ma chi se ne frega? e ce lo racconta pure!

Noooo errore: un motivo c'è. Avete visto come si chiama la nuova nata? CUORE.

Incredibile, si sono accorti anche loro, sì quelli con gli occhietti a mandorla, che abbiamo bisogno di più cuore in questo benedetto Paese, invaso da zanzare e.. grilli, deleteri per la salute, da scandali pseudoclericali, da ministri che prendono l'aereo di stato   per andare in bagno, da signore a caccia di emozioni forti, da imprenditori serissimi e padri di famiglia che aspettano di essere inquadrati dall'obiettivo per togliersi l'asciugamano .

Non se ne può più!!!!!       

Il Presidente della Repubblica si sente in dovere di intervenire nella giornata dedicata al premio giornalistico per richiamare la stampa ad una maggiore presa di coscienza. Tutti abbozzano, alcuni scuotono violentemente il capino su e giù in segno di approvazione, altri sorridono benevoli e condiscendenti. Poi tutti escono ed ognuno fa quel che gli pare. Infatti nuova ondata di TG incentrati sul malefico insetto, che, finalmente, si è tagliato le alucce da solo, insultando con grande insensibilità chi soffre di uno dei peggiori mali che possono colpire l'uomo: l'Alzheimer. E qui mi sento di invocare davvero lo Stop. Perchè Grillo ha sempre avuto questo problema. Quello di non sapersi fermare. E' talmente felice di ascoltarsi (beato lui che riesce a capire tutto quello che dice) che si autocarica, sì proprio come TIM, perde il controllo della realtà, insulta tutto e tutti.

Chi ha la grande croce di vivere con un malato di Alzheimer merita rispetto e chi ne soffre ancora di più. Banalizzando la patologia terribile, ricordiamo che la degenerazione cellulare porta all'oblio anche delle persone più care, contro le quali spesso il malato si scaglia con l'odio più profondo, considerandolo un nemico potenziale. La tragedia quindi è doppia: per chi la vive e per chi ne è la causa involontaria.

Quindi, chi di blog ferisce di blog perisce.

Non mi leggerai di certo, ma te lo scrivo anche sul tuo blog: PIANTALA GRILLO e ABBI RISPETTO DI CHI SOFFRE E DI CHI NON LA PENSA COME TE.

Una critica deve essere costruttiva, non qualunquista, non portata al parossismo.

Non è distruggendo che si fa un grande Paese e non è sputando su tutto e tutti che si costruisce. Una grande responsabilità grava su questo famigerato V-day. L'aver trasformato una manifestazione intelligente in una triste commedia degli errori.

E per concludere il mio pensiero quotidiano, vorrei ricordare che esisterà anche una Chiesa corrotta (basta ricordare i Borgia) ma esiste anche chi ha scelto la strada della chiesa per fare del bene (Padre Renato Kizito, Alex Zanotelli per citare chi mi è particolarmente caro).

Chi ha lasciato la propria vita in terra straniera e inospitale (ultimo esempio Don Santoro) chi ha subito prigionia e paure (padre Bossi).

Buona notte e per favore, non mordo, se passate di qui, lasciate una traccia, mi piacerebbe aprire qualche tavola rotonda, anche se non sono Re Artù!

Ma un po' Lancillotto ebbene sì, lo confesso!

La sindrome di Campanellino

Ops, mi sono tradita

postato da: aironedistelle alle ore settembre 19, 2007 22:25 | Permalink | commenti (2)
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lunedì, 17 settembre 2007

"COSI’ DOBBIAMO ATTRAVERSARE LA VITA. LIBERI DI PORTARE ALLA LUCE I SUONI, I COLORI, LE PAROLE CHE CI NAVIGANO DENTRO E DI DONARLI A TUTTI COSI’ COME SONO DIETRO AI NOSTRI OCCHI.

COME UN PITTORE CHE NON PERDE TEMPO A COPIARE LE COSE CHE GLI STANNO ATTORNO, MA CHE DIPINGE SULLA TELA BIANCA QUELLO CHE VEDE DENTRO DI SE’.

COME UNO SCRITTORE CHE NON RACCONTA LE COSE CHE HA VISTO MA CHE SEGNA SOLTANTO CON LA PENNA LE STORIE GIA’ FINITE CHE VIVONO DENTRO DI LUI."

(Dario Franceschini           nelle vene quell’acqua d’argento)

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Non so voi, amici miei, ma io sono stanca di sentire parlare solo di "brutture": dolore, violenza, guerre. Ma possibile? eppure accadono anche cose belle nel mondo, nascono bambini, ragazzi si amano e si sposano, persone guariscono, atti di solidarietà piccoli, magari, va bene, ma accadono. Cosa c'è???? troppo banale, qualunquista, superficiale? Guardate che la vita è fatta anche di piccole cose, piccole soddisfazioni, lievi sorrisi, una mano che ti sfiora con dolcezza, uno sguardo stanco di chi ti sta accanto ma che ti accompagna nel sonno, lo scondinzolio del tuo cane, una canzone che ti piace che risuona dal balcone accanto.....

Impariamo ancora ad accontentarci. L'abbiamo scordato. 

 Communication_236:9849 e l'amicizia? è un dono, magico, che ci colma la vita.

Ci hanno imbottito come panini di concorsi di miss, mister, baby, cani, gattiCool Dogs_36:9691

Hanno scritto libri scemi e anche di più riscuotendo successi inspiegabili.  Sad_152:9810

Riscopriamo le poesie che abbiamo studiato, riascoltiamo la musica che amiamo, guardiamoci un bel filmone in DVD a casa, in pace, senza il vicino che tossicchia, rosicchia caramelle, si agita perchè sta scomodo. Certo, non sempre, solo un'oasi, ogni tanto, giusto per riscoprire noi stessi, e non trovarci poi con "tre monete d'oro finto" nelle mani!   

Other_230:9880 e soprattutto voglio darvi un consiglio. Un proverbio africano recita "voi avete l'orologio, noi abbiamo il tempo". E' bellissima questa frase. La prima volta che Roberto ed io siamo stati insieme in Kenya (lui è attivo laggiù ancora da prima che ci incontrassimo) queste parole sono entrate dentro me profondamente. E' vero, noi lo scordiamo troppo spesso che il tempo è prezoso.

Ma non perchè scappa, non basta mai, sì, sì è vero, lo dite ad una che avrebbe bisogno di giornate di 120 ore per riuscire a fare tutto quello che vorrebbe. Ma è importante saperlo gestire, il tempo, per non avere poi nessun rimpianto, nè oggi nè mai.

A questo proposito c'è un libro magnifico, per chi vuole leggere un saggio intelligente, profondo e nello stesso scritto con una scorrevolezza da romanzo di alta qualità. Insomma godibilissimo.

Sto parlando di "Progressive sottrazioni di tempo" di Paolo Corticelli - Armando Editore Ognuno di noi ci si ritrova, qui o là, o dappertutto, con grande sapienza l'autore ci fa persino sorridere di alcune "buche di percorso" che ci costruiamo da soli nella vita.

Leggetelo, se vi va, se no pace..... in attesa di tuffarci in "il sogno e la vita" accontentiamoci.....

Sogni d'oro, carissimi!Kisses_100:10147



 


 










postato da: aironedistelle alle ore settembre 17, 2007 23:56 | Permalink | commenti (2)
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lunedì, 17 settembre 2007

david Lynch

The Air is on Fire, con opere inedite, scopre la crescita artistica del regista in tutta la sua complessità. Una larga rappresentanza di opere realizzate a partire dagli anni Cinquanta: dipinti, disegni, fotografie, film sperimentali. Ma anche sonorizzazioni ambientali realizzate appositamente per la mostra. Una mostra che scava nella mente labirintica e inquietante del regista americano   Dal 09/10/2007 al 13/01/2008 alla Triennale di Milano

(fonte: Milano da Bere)

Rainer Maria Rilke

Castello di Duino Trieste

Sino al 21 ottobre 2007 la mostra fotografica "Il poeta e i su oi angeli" accompagna i testi e le opere del grande poeta

sì le primavere ebbero bisogno di te. Di te cercava qualche stella, chè tu ti mettessi sulle tue tracce.

Saliva attraverso il passato un’onda, o forse là dove passasti,

da una finestra spalancata ti offriva un violino”

(fonte FMR)

Una chicca tutta da scoprire: chi vuole vedere la "poderosa" è pregato di godersi il filmato su www.milanodabere.it. Però solo ascoltando insieme il grande Roberto Vecchioni e la sua Celia de la Cederna!

                      

Alberto Granado intervista

Giovane a 85 anni. Nonostante i visibili segni del tempo basta ascoltarlo per trovarsi di fronte un ragazzo pieno di speranze e sogni che ha ancora tanto da dare. Alberto Granado, classe 1922, è stato uno dei più cari amici di Ernesto Che Guevara, con lui ha condiviso su una vecchia motocicletta -la Poderosa- un viaggio che li ha portati a contatto con la miseria, le malattie, le ingiustizie sociali, risvegliando le coscienze e spingendoli ad agire per cambiare il sistema. Di sogni si parla con Granado, che, inseguendone uno, nel 1962 decise di lasciare il posto ben retribuito di ricercatore all'Università di Caracas per alimentare con il suo apporto la costruzione della Rivoluzione in terra cubana. Abbiamo incontrato Granado in occasione dell'inaugurazione della mostra sul Che, alla Casa Giacobbe di Magenta.

Cosa sogna Alberto Granado? E che rapporto può intercorrere fra sogno e rivoluzione? 
"Sogno un mondo più giusto, senza ineguaglianze sociali, dove vi sia libertà di parola, libertà nell'essere, libertà nei diritti. La rivoluzione si fa con i sogni, sì, ma l'obiettivo per me è sempre stato quello di realizzarli, evitando di rimanere troppo idealista. Il vero rivoluzionario è colui che possiede l'abilità di trasformare i sogni in cose utili. Mi rendo conto di aver sempre sognato cose impossibili, ma non mi ha mai importato che mi dessero del pazzo. Noto ancora oggi che la società tenda a rifiutare l'utopia, piuttosto che alimentarla. Il mondo è di frequente schiavo dei meccanismi economici, del denaro, della materialità. Ripongo molta fiducia nei giovani: sono stati il cuore pulsante del progetto rivoluzionario, lo sono ancora oggi. Spesso ho avuto la fortuna di vedere la vita superare i miei sogni, fino all'ultimo. Mi capita di avere paura di svegliarmi da un grande sogno..."

Che cosa le manca di più, oggi, di Ernesto Che Guevara? Ci sono stati contrasti con lui? Quale era il suo principale difetto?
"Non ho mai avuto veri e propri contrasti con il Che. La sua intransigenza, la sua fermezza negli ideali, la sua coerenza nel portare avanti il suo progetto rivoluzionario nonostante tutto e tutti, non hanno mai rappresentato un limite nel nostro rapporto, ma, anzi, una risorsa, una ricchezza. Forse, è vero, la sua intransigenza rivoluzionaria paradossalmente lo frenava, quando si trovava di fronte a un codardo: era quasi intimidito, lui, abituato sempre fare e dire quello che gli passava per la testa, non curandosi dei rischi cui andava incontro. Ma non ne voglio fare un eroe o un mito. Ciò comporterebbe lo sminuire di un progetto rivoluzionario, legato non solo a una persona, ma a un intero popolo."

Come è la Cuba di oggi?
"Cuba, nonostante l'embargo per opera degli Stati Uniti, resiste con forza e dignità. La mortalità infantile è più bassa persino degli stessi Usa, Avana ha un centro farmacologico che ha prodotto studi di primaria importanza -e relativi farmaci- contro l'infarto, malattie alla retina e sclerosi multipla. Il sistema universitario, cui accedono migliaia di studenti da tutto il mondo è in ottima salute. Cuba è uno dei paesi con la più alta percentuale di laureati, i medici  e luminari cubani prestano servizio a molti paesi sudamericani, molte case sono dotate di pannelli fotovoltaici in grado di sfruttare le energie alternative. Inoltre vi è un maestro ogni venti bambini, anche nelle località più isolate e due canali con contenuti esclusivamente culturali attivi 24 ore su 24."

E cosa ne pensa della commercializzazione dell'immagine del Che?
"Inizialmente avevo un po' di ritrosia, ma, in effetti, meglio far soldi vendendo magliette, camicie e cartoline di un uomo che ha fatto la rivoluzione e ha cambiato il mondo, piuttosto che commerciando armi o petrolio. Inoltre penso che il Che sarebbe solo contento di vedere una sua maglietta indossata da una bella ragazza!"

L'emozione è tanta, il carisma di Alberto è trascinante, la grinta è più unica che rara. Si è intervistato un pezzo importante della storia.

 

 

 

Stefano Benni
Incontro con l'autore al Festival del racconto - Premio Chiara
- 18/09/2007 alle 21:00 presso Villa Recalcati, Piazza Libertà 1 a Varese (Va)

 

 

Eugenio Borgna
Lezione "La malattia psichiatrica: metafora e anello di congiunzione tra corpo e spirito" all'interno dell'iniziativa "Torino Spiritualità. Domande a Dio. Domande agli uomini"
- 20/09/2007 alle 17:00 presso Teatro Gobetti a Torino (TO)

 

Umberto Galimberti
Lezione "Il corpo in Occidente" all'interno dell'iniziativa "Torino Spiritualità. Domande a Dio. Domande agli uomini"
- 22/09/2007 alle 11 :00 presso Cortile Palazzo Carignano a Torino (TO)

Roberto Valsecchi (alias mio marito   )

CENTRO CONGRESSI LINGOTTO Torino ieri 16 settembre 

presentazione della pubblicazione scientifica "Le discipline Medico.Chirurgiche Anestesia e Rianimazione"

 

Concerto di Lucio Dalla 

il nuovo album "Il contrario di me"

Dal 25/10/2007 al 26/10/2007

Teatro Ventaglio Smeraldo

Milano (MI)

 

Concerto di Ornella Vanoni

Giovedì 22/11/2007

Teatro Ventaglio Smeraldo

 

Concerto di Bruce Springsteen

 

 In tour con la E Street Band e il nuovo album "Magic"

Mercoledì 28/11/2007

DatchForum

Assago (MI) 

 

E Roberto???????????????????

dateci almeno il libro!!!!!!!

postato da: aironedistelle alle ore settembre 17, 2007 23:04 | Permalink | commenti
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giovedì, 13 settembre 2007

Abbiamo raccolto per voi.......

Global Hawk a Sigonella  Wild_27:9068

La base Usa di Sigonella sarà la rampa di lancio per i nuovi temibili velivoli senza pilota 'Global Hawk'. La conferma ufficiale arriva dal quotidiano delle Forze armate Usa 'Stars and Stripes'. L'opposizione del ministro all'Istruzione Mussi e del vice-presidente della commissione Difesa della Camera Elettra Deiana

 

Amara soddisfazione   Sweet Puppies_55:9678

Rapporto dell'Unicef sulla mortalità infantile: per la prima volta si va sotto il muro di dieci milioni di piccole vittime ogni anno.

 

 

Kenya -Approvata la legge per l' immunità ai politici corrotti Other_218:9869

E' stata approvata in Kenya una legge che potrebbe rendere impossibile perseguire i politici per i reati legati alla corruzione. Il controverso provvedimento limita infatti i poteri della Commissione anti-corruzione, che sta portando avanti dal 2003 importanti inchieste contro alcune personalità del mondo politico coinvolte in gravi scandali, e ancora rimasti impuniti. I vertici della Commissione nazionale per i diritti umani in Kenya ha segnalato che "la corruzione è il principale fattore di crisi delle economie africane" , descrivendo la legge come "un vero e proprio affronto alla popolazione".E' stata approvata in Kenya una legge che potrebbe rendere impossibile perseguire i politici per i reati legati alla corruzione. Il controverso provvedimento limita infatti i poteri della Commissione anti-corruzione, che sta portando avanti dal 2003 importanti inchieste contro alcune personalità del mondo politico coinvolte in gravi scandali, e ancora rimasti impuniti. I vertici della Commissione nazionale per i diritti umani in Kenya ha segnalato che "la corruzione è il principale fattore di crisi delle economie africane" , descrivendo la legge come "un vero e proprio affronto alla popolazione".

 

La ricetta del giorno (per cambiare un po’ dalla solita pasta!)  ABC Hat_116:10430

MATATA – stufato di vongole veraci  e arachidi (Mozambico)

Ingredienti per 4 persone

1 cipolla

3 cucchiai d’olio d’oliva

1kg di vongole veraci

250g di arachidi

2 pomodori

800g di spinaci

250g di riso basmati

sale

pepe

peperoncino

Far schiudere le vongole e sciacquarle bene. Sminuzzare la cipolla e farla soffriggere nell’olio d’oliva. Aggiungere le vongole, le arachidi sminuzzate, 2 pomodori tagliati a dadini, sale e pepe. Lasciar cuocere a fuoco lento per circa 20 minuti. A parte pulire gli spinaci e sminuzzare le foglie. Aggiungerli allo stufato e coprire con un coperchio. Appena le foglie degli spinaci si ammorbidiscono, lo stufato è pronto.

Aggiustare di sale e aggiungere del peperoncino in polvere secondo il proprio gusto.

Servire con il riso bianco cotto al vapore

 

LIBRI    

Edito da Gallucci, è uscito SAMARCANDA, una canzone a colori. In collaborazione con Roberto Vecchioni, le “ombre” di Corallina De Maria ci portano in un mondo di fiaba, così da rendere gradevole e spiegabile anche il grande tema della morte ai nostri bambini. Lo consiglio caldamente: per noi adulti è un tuffo nel passato, con la suggestione delle “ombre” che tutti noi, anche se giovanissimi, abbiamo visto sui muri, tra le nubi.

QUELLA MUSICA DI PIANOFORTE       Emotional_0519:9475          

Le note stonate delle giornate di Genova 

Ad un certo momento, nel corridoio della scuola Diaz, si è sentita una musica di pianoforte. Ma era stonata, come stonato era tutto, quella domenica mattina, in quella maledetta scuola.

Il vecchio pianoforte, usato per fare cantare i bambini delle elementari, era stato distrutto dalla violenza esplosa la notte precedente. Quella stessa violenza che aveva mandato in ospedale più di cinquanta ragazzi presi a bastonate mentre erano ancora a dormire nei loro sacchi a pelo. Quella stessa violenza che aveva spaccato la testa di qualcuno contro un calorifero e che con quella testa rotta aveva poi tracciato lugubri segni sul muro. Quella stessa violenza che aveva fatto passare dal sonno al coma un giovane reporter inglese.

Una violenza inaudita e inspiegabile. Come inaudita e inspiegabile è stata la violenza di quei due giorni di Genova. Inspiegabile, se si usano le ragioni del diritto e della democrazia.

Spiegabilissima, se si ragiona in termini di follia da un lato e di politica dall’altro.

Difficile scordare quel signore vestito di nero e col volto coperto che in piazza Tommaseo, venerdì, si avvicinava alle vetrine di una banca. Da solo, mentre da un lato all’altro della piazza si fronteggiavano in assoluta tranquillità un gruppo di manifestanti e uno schieramento di carabinieri. Da solo, mentre con una mazza cominciava a spaccare le vetrine della banca. Raggiunto da altri nero vestiti che prendevano ordini da lui. Ordini gridati con fermezza in tedesco. E che incitavano a finire il lavoro da lui cominciato. E che, eseguiti, scatenavano il caos più totale nella piazza, mentre lui si allontanava tranquillo. Un giovane del black block? Forse. Ma poi come d’incanto il pezzo di stoffa che copriva il volto si abbassava e rivelava un viso quasi cinquantenne, e per nulla anarchico, per nulla randagio.

Un volto pulito, difficilmente conciliabile con le facce dei giovani delinquenti che per due giorni hanno incessantemente provocato e dato l’avvio a tutti i disordini di Genova e che pure da lui prendevano ordini.

Difficile dimenticare quell’altro signore, non vestito di nero, anche lui sui cinquant’anni, che sempre venerdì, mentre uno stremato gruppo di pacifisti lillipuziani che camminando verso il palco del Social Forum, passando di fianco ad una banca semidistrutta dalla furia dei teppisti lanciava un oggetto. Nessuno ci ha fatto caso, nel mezzo del disastro che circondava la scena. Poteva essere semplicemente un pacchetto di sigarette finito e accartocciato e gettato in mezzo ad altre immondizie. Solo che dopo pochi secondi, il tempo per quel signore di allontanarsi, quel che rimaneva della banca prendeva fuoco. Mettendo a rischio il palazzo soprastante oltre alla vita (forse) e alla tranquillità (certamente ) di migliaia di manifestanti. Nella fattispecie gruppi di cattolici di base che dopo il venerdì di paura tornavano “a casa”.

Difficile scordare molte cose di queste giornate di Genova. Difficile scordare la grande manifestazione di giovedì. Che doveva essere piccola cosa. Quella dei “migranti”, ad aprire le tre giornate conclusive di una mobilitazione durata mesi. E che invece è stata enorme. Cinquantamila persone, forse anche di più.

Tutte diverse. Di paesi diversi, di culture politiche diverse, di pratiche politiche e sociali diverse. E che con strumenti diversi avevano in comune il risultato della analisi sul governo della globalizzazione così come è oggi. Che privilegia il potere di pochi paesi, la ricchezza di un pugno di uomini. E che schiaccia i diritti dei lavoratori, dei contadini, dei consumatori di ogni parte del globo. Al nord come al sud, anche se in modo diverso e con pratiche diverse.

Che sia sbagliato rispondere alla violenza dei governi e delle mltinazionali con la violenza, adesso forse lo si è capito. Allora, le tute bianche avevano messo in piedi per mesi una assurda e certamente colpevole esibizione autoreferenziale di violenza, poco importa se solo simulata.

Del G8, oggi, si ricorda la morte di Carlo Giuliani, i pestaggi delle forze dell'ordine e le devastazioni degli “antagonisti”.

Ma per chi ci è stato, è difficile scordare i militanti della rete lilliput, perlopiù scout, e cattolici di base presenti a decine di migliaia. Sono difficili da scordare le ragazzine e i ragazzini di dodici anni, le facce dei bambini. Come è difficile dimenticare le parole lasciate, sul libro di dediche a Fabrizio de Andrè, nel negozio di dischi di Gianni Tassio in via del Campo: “Le tue parole ci hanno liberato (e continueranno a farlo…) dalle sbarre che imprigionano la nostra vita” a scriverle, un carabiniere di Trento. Un poliziotto, invece aveva scritto: “ho la divisa, ma vorrei strapparla ed essere tra la folla”. Di questo, di quel G8, è rimasto ben poco. E questo succede quando si sceglia la strada della guerra. 

(Maso Notarianni - PeaceReporter luglio 2007)














postato da: aironedistelle alle ore settembre 13, 2007 23:13 | Permalink | commenti (1)
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giovedì, 13 settembre 2007
Martedì 11 settembre alle ore 11.30 presso la sala stampa del Senato della Repubblica, a Roma, alla presenza del senatore a vita Oscar Luigi Scalfaro, è stato presentato il mensile cartaceo PeaceReporter.

Il nuovo mensile segue le orme del giornale online (www.peacereporter.net), nato nel 2003, e vuole portare avanti la stessa filosofia editoriale: offrire un’informazione libera e indipendente su tutte le guerre e su tutte le situazioni di violazione dei diritti umani presenti nel mondo, raccontando verità spesso censurate e ignorate.

Il mensile cartaceo di PeaceReporter si aggiunge al quotidiano online e nasce nella convinzione che far conoscere gli orrori delle guerre, e non solo, sia il primo passo per diffondere una cultura di pace e di rispetto dei diritti dell’uomo. All'interno del mensile PeaceReporter il lettore potrà avere un'ampia visione delle situazioni dei paesi in guerra grazie agli articoli, ai reportages e agli approfondimenti redatti dai nostri giornalisti attraverso la presenza sul posto e anche grazie alle testimonianze delle donne e degli uomini che vivono queste realtà sulla propria pelle.
La nascita del mensile PeaceReporter è una sfida che riteniamo necessaria perché mai come oggi il mondo è travagliato da conflitti terribili e da altrettanto terribili violazioni dei diritti più elementari.
Ho avuto la gioia di partecipare a questo evento.
Gino e Teresa Strada sono due persone speciali, che non esitano a mettere in gioco tutto per difendere i loro "credo". Maso Notarianni è persona di grande e serena capacità.
Forse ricorderete la vicenda, tristissima, di Hanefi, imprigionato per lunghissimo tempo a causa della sua mediazione per la liberazione del nostro giornalista di Repubblica.
Se ve lo ricordate mi fa piacere, perchè se domandate in giro Hanefi chi è, vi sentirete rispondere spesso, troppo per il mio carattere, "chiiiiiii?"
Gino Strada si è sentito dare su alcuni giornali e TV del talebano, del collaboratore del terrorismo. Raramente gli stessi hanno parlato di quanto bene faccia.
Lui e sua moglie sono personaggi scomodi: non si aggregano a nessuna bandiera politica, non demordono dai loro intendimenti. Quello che hanno creato lo hanno fatto con sacrificio, loro e di chi crede in loro.
Oggi nascono organizzazioni pseudo benefiche onlus, graditissime a chi le fonda e a chi aderisce in quanto scaricabili fiscalmente!
Quando le porte dell'Ospedale di Emergency a Kabul stavano ancora cigolando sotto il peso del rammarico di dover lasciare, sebbene temporaneamente una situazione divenuta insicura per chi ci operava ogni giorno, falchi e iene erano già appollaiati sui rami in attesa di "rilevare" le strutture e i macchinari. A fini umanitari, s'intende!!!!!
E quando coraggiosamente - dopo lunghe consultazioni - hanno riaperto i battenti, no, non è suonata la grancassa, almeno non per loro.
Ma non fa niente, loro vanno avanti lo stesso. E chi ci crede davvero è con loro.
Grazie Teresa, grazie Gino, grazie a tutti voi che silenziosamente e a rischio della vostra vita, mettete ogni giorno la vostra professionalità al servizio di chi soffre, gratuitamente, siano essi gialli, bianchi, neri, verdi, ebrei, musulmani, cristiani, atei.
E grazie a te, Roberto, amato compagno mio, che prima ancora di farmi innamorare di te, mi hai fatto capire che la via da te imboccata era anche la mia strada, difficile, tortuosa, piena di trabocchetti di ogni tipo, ma ricca di emozioni e vita.
Sì perchè anche questa vita è sogno e va vissuta.
postato da: aironedistelle alle ore settembre 13, 2007 00:19 | Permalink | commenti (1)
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