venerdì, 05 settembre 2008

Il signor ministro Frattini parla con la Georgia.

Bene signor ministro, c'è chi parla da solo, chi parla col muro, e chi, come lei illuminato dall'unto del signore, parla addirittura con gli stati.

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La signorina ministro dell'istruzione Gelmini comunica che taglierà 87.000 posti di lavoro nelle scuole con l'introduzione del maestro unico.

Ma nel programma di governo non c'era un aumento dei posti di lavoro per la lotta alla disoccupazione?
e poi scusi, ma l'america è a rischio recessione per aver perso 84.000 posti di lavoro.

Se la matematica non mi inganna.............

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Sempre più diffuso l'uso del dito nelle convention pre-elettorali.

Obama usa gli indici: destro, sinistro, destro, sinistro
ma non appare nessun coniglio

Mc Cain indica a fine comizio un fantomatico amico nel pubblico: ma non è educazione, glielo hanno detto?

Bossi usa il medio, forse per una paresi agli altri?
o solo per maleducazione?

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Aboliremo l'ICI  tuonavano in coro prima delle elezioni al centro destra.

Peccato per chi ci ha creduto. Ne arriva una che al confronto l'ICI era una elemosina.

postato da: aironedistelle alle ore settembre 05, 2008 22:05 | Permalink | commenti
categoria:francobollo, te lo dico con
venerdì, 05 settembre 2008

Riporto questo articolo dell'amico Gianantonio Stella, apparso sul Corriere della Sera e che ci fa un quadro di una delle tante macchie che costellano i nostri "rappresentanti" al governo.

Ma perché non vanno in vacanza sotto un ombrellone a Torvaianica? È questo che ti domandi, davanti al caso di Gianfranco Fini, beccato da Legambiente mentre faceva il bagno, in tuta subacquea, nelle acque proibite di Giannutri dove era stato portato addirittura da una barca dei vi­gili del fuoco.

Ricordate cosa aveva dichiarato il suo portavoce Fabrizio Alfano dopo le polemiche sollevate dagli stessi pompieri, i quali avevano denun­ciato che «al fine di garantire a Fi­ni una costante assistenza nel corso delle sue escursioni in mare, il mi­nistero ha autorizzato 180 ore di straordinario al personale sommoz­zatore», straordinario negato per la bonifica di una bomba nel comune di Grosseto?

«Il presidente della Camera non ha mai richiesto alcun tipo di assistenza nel corso delle proprie eventuali immersioni su­bacquee. Le misure di sicurezza so­no state adottate autonomamente dalla Questura di Grosseto e dal dipartimento dei Vigili del Fuo­co». Insomma: che c'entrava, lui?

Ciò detto, ogni italiano era autorizzato a pensare che, dato il tono seccatisimo della precisazione, il leader di quella destra un tempo scatenata contro i privilegi castali avrebbe ri­nunciatO sdegnosamente al regalino. Macché: si è ras­segnato a tutto. Alle misure di sicurezza, ai gorilla­palombari, alla barca messa a disposizione dai VVFF per lui e la sua compagna.

Uguale identico al suo predecessore Fausto Bertinotti.

Il quale, punzecchiato per essere andato coi voli blu perfino a una festa privata a Parigi e in vacanza in Normandia, mandò una lettera spiegando (prima che si scoprisse che Franco Marini, presidente del Senato, era andato a trovare il figlio a Edimburgo con un volo low cost) che «in ragione della carica rivestita e dei ri­schi a essa connessi», il dipartimen­to di Pubblica sicurezza lo obbliga­va a quelle misure di protezione sot­tolineando anzi che «non sono revo­cabili».

E prima di loro la stessa scusa era stata invocata, via via che venivano beccati, da tanti altri. Uno su tutti? Oliviero Diliberto.

Che da ministro della Giustizia era andato in vacanza con la moglie alle Sey­chelles, portandosi dietro all'hotel Plantation Club, a spese dello stato, due uomini di scorta: «Non potevo fare diversamente». Al ritorno Giampaolo Pansa lo fece a pezzi: «La scorta deve seguirti ovunque? Vai in vacanza a Sabaudia».

 

Appunto. Viste le polemiche sulle vacanze alle Maldive di Franco Frat­tini durante la crisi in Georgia, di Roberto Castelli nel villaggio-vacanze accanto alla colonia penale di Is Arenas a 19,37 euro per ogni matrimoniale, di Maurizio Gasparri a Marettimo con prelievo per due ferragosti consecutivi da parte di un elicottero blu per giretti vari che gli avversari bollarono come elettorali, di Bertinotti in Normandia e di Fini a Giannutri, per­ché finché fanno i ministri non se ne stanno a Sabau­dia o Torvaianica?

 

postato da: aironedistelle alle ore settembre 05, 2008 21:03 | Permalink | commenti (1)
categoria:segnali di fumo, dovere di cronaca, ah la vita, te lo dico con
venerdì, 05 settembre 2008

Quando un popolo, divorato dalla sete della libertà, si trova ad avere a capo dei  coppieri che gliene versano quanta ne vuole, fino ad ubriacarlo, accade allora che, se i governanti resistono alle richieste dei sempre più esigenti sudditi, sono dichiarati tiranni. E avviene pure che chi si dimostra disciplinato nei confronti dei superiori è definito un uomo senza carattere, servo; che il padre impaurito finisce per trattare il figlio come suo pari, e non è più rispettato, che il maestro non osa rimproverare gli scolari e costoro si fanno beffe di  lui, che i giovani pretendano  gli  stessi  diritti, le stesse  considerazioni  dei  vecchi, e questi, per non parer troppo severi, danno ragione ai giovani. In questo clima di libertà, nel nome della medesima, non vi è più riguardo per nessuno. In mezzo a tale licenza nasce e si sviluppa una mala pianta: la tirannia.

                       Platone

postato da: aironedistelle alle ore settembre 05, 2008 00:57 | Permalink | commenti (4)
categoria:francobollo
giovedì, 04 settembre 2008

Giovanni Fattori nasce a Livorno il 6 settembre 1825 e inizia a lavorare fin da piccolo al banco d’affari del fratellastro Rinaldo, manifestando una precoce passione e un indubbio talento per il disegno. A 15 anni il padre Giuseppe lo manda perciò a lezione dal pittore Giuseppe Baldini.

E’ il 1846 quando Fattori si trasferisce a Firenze, dove studia per alcuni mesi con Giuseppe Bezzuoli per poi iscriversi all'Accademia di Belle Arti. Le condizioni economiche assai precarie non gli impediscono di seguire i corsi con regolarità.

Attratto dagli ideali risorgimentali, nel 1848 si lega al Partito d’Azione diffondendone la stampa clandestina, senza tuttavia prender parte ai moti rivoluzionari. L'anno dopo è a Livorno assediata dagli austriaci, tragica esperienza che ne alimenta il patriottismo e la sensibilità morale e artistica.

Fattori legge perlopiù i grandi romanzi storici, da cui trae spunti iconografici importanti. E’ il periodo della ricerca artistica condotta in solitudine, lontano dalla scuola. A Firenze è tra i primi frequentatori del Caffé Michelangiolo.

Fattori inizialmente resta ai margini delle  discussioni dei pittori progressisti (chiamati di lì a poco “Macchiaioli”), ma ne viene comunque influenzato. Nel 1852 lascia l'Accademia e inizia una carriera autonoma che lo costringe a guadagnarsi da vivere. Con una serie di vignette litografiche per le gazzette debutta nella grafica e attratto dalla pittura dal vero dipinge numerosi ritratti dei familiari e paesaggi.

Nell'estate del 1859 ritrae dal vero dei soldati francesi accampati alle Cascine. Sono i suoi primi esperimenti di pittura con stesura a macchia,  escursioni in un realismo particolare, che ricava nuovi fermenti dall’incontro con il pittore romano Nino Costa. Dietro suo consiglio Fattori partecipa al concorso Ricasoli, che vince con il bozzetto Il campo italiano dopo la battaglia di Magenta in cui risalta un’inedita concezione della cronaca. E’ la fase dei soggetti di carattere militare.

Lo sperimentalismo della macchia si allarga alle scene dal vero e procede verso una crescente libertà esecutiva, che Fattori applica soprattutto alla pittura di paesaggio e ai temi dell’umile lavoro quotidiano, autentica fonte di ispirazione.

Nel luglio del 1860, a 35 anni, sposa Settimia Vannucci che nel 1867 morirà di tubercolosi. La malattia della moglie costringe la famiglia a lasciare il clima insalubre di Firenze per Livorno, dove l’artista dipinge vari ritratti.

Cambia intanto l’atmosfera politica. Il nuovo Regno d'Italia (1861) non corrisponde alle aspettative e agli ideali del Risorgimento e la cocente delusione, insieme alla morte di Settimia, ha in Fattori effetti deprimenti, uno stato d’animo triste e negativo dal quale lo riscatta l’amicizia di Diego Martelli. La grande tenuta di Martelli a Castiglioncello lo ospita per qualche mese per poi diventare meta di frequenti soggiorni e scenario di numerosi dipinti maremmani.

Nel 1869 Fattori riceve dall'Accademia di Belle Arti di Firenze la nomina a  professore di pittura. Negli anni seguenti si esercita nelle prime incisioni. Una delle sue tele più famose, la Carica di cavalleria, è del 1872, l’anno in cui l’artista va per la prima volta a Roma.

Nel 1875 si decide anche ad andare a Parigi, viaggio tuttavia culturalmente deludente. L’incontro con gli artisti francesi, in particolare con gli impressionisti, lo lascia infatti quasi indifferente. Intanto l'Esposizione Internazionale di Filadelfia premia il suo dipinto Mercato di Cavalli in Piazza Montanara, opera poi perduta nel naufragio del piroscafo Europa col quale stava rientrando in Italia.

Alla Battaglia di Custoza lavora fino a circa il 1880, anno in cui l'Istituto di Belle Arti di Firenze nomina Fattori professore onorario. L’approccio ai temi militari e all’epopea del Risorgimento è cambiato, l’entusiasmo annega nel rimpianto, nella rassegnazione.

Fattori prende sempre più spesso la via della Maremma, la campagna diventa il tema prediletto. Ormai avviato alla mezza età, il pittore conosce Amalia Nollemberg, una giovane di cui si innamora e con cui avrà una lunga relazione fonte di molte critiche e perciò poi interrotta.

In Maremma, nella tenuta La Marsiliana del principe Tommaso Corsini di cui è ospite, Fattori scopre i butteri e lavora a vari studi. In questi anni realizza anche le prime importanti incisioni (nel 1884 la Cromo-Lito Pistoiese fa una tiratura di venti sue litografie), tra cui quella derivata dal dipinto Carica di cavalleria.

L’inizio della relazione con la vedova Marianna Bigazzi, che sei anni dopo sposerà, risale al 1885. L’anno dopo l'Accademia di Firenze gli affida l’incarico di professore di perfezionamento. I riconoscimenti non bastano a ripagare i nuovi stimoli creativi e ciò provoca in Fattori una spinta crescente a chiudersi in se stesso.

Nel 1887 il mondo dei butteri debutta all'Esposizione Nazionale di Venezia con tre dipinti: Il riposo, Marcatura dei puledri e Il salto delle pecore. Nel 1889 Fattori espone delle acqueforti alla Prima Esposizione di Belle Arti di Bologna. Nella circostanza, l’Accademia locale lo nomina membro onorifico. Nel 1890 riceve una menzione speciale all'Esposizione Universale di Parigi e la medaglia d'oro alla rassegna internazionale di Colonia

Il decennio di fine secolo si distingue per la particolare produttività. Fattori realizza molte incisioni all'acquaforte e partecipa regolarmente alla Biennale di Venezia fin dalla prima edizione del 1895. Riceve anche molti riconoscimenti ufficiali: nel 1900 la medaglia d'oro dell'Esposizione Universale di Parigi per l'incisione Bovi al carro (Maremma); nel 1901 è chiamato a far parte della Commissione artistica della Calcografia Nazionale di Roma; nel 1903 il corpus delle sue incisioni viene pubblicato in edizione speciale in cartella.

Nel maggio di quello stesso anno muore anche la seconda moglie Marianna. Nel 1904 l'Esposizione universale di St. Louis lo premia con la medaglia d’argento. Nel 1907, a 82 anni, sposa in terze nozze la sessantaduenne Fanny Martinelli che solo un anno dopo lo lascia di nuovo vedovo. E’ il 1908: il 30 agosto anche Giovanni Fattori muore a Firenze, in un’aula dell’Accademia.

 fattori                                 gr1

postato da: aironedistelle alle ore settembre 04, 2008 21:50 | Permalink | commenti
categoria:dedicato a, arte cultura
mercoledì, 03 settembre 2008

Lo giuro, non è colpa mia, ma in questi giorni cadono tutti......

ma ne manca uno, accidenti!

postato da: aironedistelle alle ore settembre 03, 2008 01:20 | Permalink | commenti (2)
categoria:risate senza ritegno
martedì, 02 settembre 2008

... e poi subito via, come i veri divi. Flavio atleticamente si appoggia alla barca per salire a bordo...               ... ma qualcosa va storto e bam! Che tranvata!

Per un magnifico inizio di giornata, cosa meglio di una fragorosa risata??????

(sono ancora sotto l'effetto delle fiabe dei Bimbi e mi vengono le rime....)

postato da: aironedistelle alle ore settembre 02, 2008 10:56 | Permalink | commenti (7)
categoria:risate senza ritegno
lunedì, 01 settembre 2008

Leggo che a Romans d'Isonzo in provincia di Gorizia una quindicina tra galli e galline dormono sugli alberi.

In particolare un gelso ed un'acacia, che è pure spinosa.

"Al tramonto sono già tutte sui rami - racconta Paolo Cimbaro, il gestore di una trattoria della cittadina - e a quanto mi ricordi l'hanno sempre fatto. Si tratta di galli e galline come se ne vedono normalmente nei cortili". Per riuscire a salire sui rami usano una vecchia scala di cemento, per poi arrampicarsi in giro nei vari 'posti' disponibili sparpagliandosi tra le fronde degli alberi. Secondo Alleva "alcune razze più di altre dimostrano come nel loro cervello sia importante per la sopravvivenza della specie, anche dopo generazioni e generazioni". E nulla toglie che magari "qualche cane e gatto abbia dato fastidio a queste galline" e abbia fatto riemergere la tendenza 'genetica' a sfuggire in alto.

Un comportamento che non è così strano se si pensa a motivi genetici. "Anche loro sono state selezionate partendo da una specie selvatica che vive in zone di alberi per sfuggire ai predatori notturni" spiega Enrico Alleva, direttore dell' Istituto di neuroscienze comportamentali all'Istituto Superiore di Sanità di Roma e membro dell'Accademia dei Lincei.

Sarà, ma il problema del mattone c'è per tutti  confida il gallo sottovoce.

 

 

postato da: aironedistelle alle ore settembre 01, 2008 00:44 | Permalink | commenti (4)
categoria:francobollo
venerdì, 29 agosto 2008

 

postato da: aironedistelle alle ore agosto 29, 2008 01:01 | Permalink | commenti (11)
categoria:dovere di cronaca, francobollo, ah la vita, te lo dico con
venerdì, 29 agosto 2008

Bimbi di Casarano

 

Il nuovo blog dedicato ai Bimbi di Casarano.

Vi aspettiamo su

www.bimbidicasarano.splinder.com

postato da: aironedistelle alle ore agosto 29, 2008 00:07 | Permalink | commenti
categoria:dedicato a, sharm el sheik, speciale incontri, paola e daniela, casarano bimbi
giovedì, 28 agosto 2008
postato da: aironedistelle alle ore agosto 28, 2008 01:24 | Permalink | commenti (2)
categoria:magico roberto vecchioni, niente ha più realtà del sogno, te lo dico con